Lettori

martedì 23 maggio 2017

Secondo incontro di formazione

Il secondo incontro, che ho fatto, si è svolto il 14 maggio dalle 10:30 fino alle 17:30; il giorno prima però i volontari hanno chiesto a noi ragazzi e ai nostri genitori se avevamo voglia di fare scambio di famiglia: ovvero hanno assegnato ad ogni ragazzo i genitori di un altro; dopo la scuola noi dovevamo dirigerci con i mezzi pubblici presso la famiglia a noi assegnata e rimanere con loro fino al giorno dopo quando ci avrebbero portati al centro locale per l’incontro di formazione.
Io sono andata dai genitori di una ragazza che farà sei mesi in Thailandia, mi sono trovata molto bene e subito a mio agio. Sono andata con loro a vedere la gara di orienteering del fratello, poi sono andata fare la spesa e abbiamo guardato tutti insieme l’Eurovision 2017. La mattina, dopo la colazione, mi hanno portato al centro ed è iniziata la vera formazione.
La giornata è iniziata con un semplice gioco nel quale dovevamo, guardando due ragazzi, indovinare la loro età, il loro segno zodiacale e altre informazioni che potevamo dedurre dall'aspetto fisico e altre che era impossibile sapere e che per indovinare abbiamo dovuto tirare ad indovinare. Come potete immaginare non abbiamo indovinato così tante cose, anzi praticamente nulla. Serviva per insegnarci che non dobbiamo fermarci alle apparenze perché a volte possiamo anche sbagliarci, è sempre meglio chiedere e conoscere la persona prima di farsi una idea sbagliata; anche noi verremmo messi sotto giudizio e pregiudizio dalla famiglia quando arriveremo perché si saranno fatti un’idea di noi in base alla presentazione che abbiamo dato e in base agli stereotipi che si hanno sugli italiani.
Poi abbiamo riflettuto sulle emozioni: avremmo dei periodi in cui saremo molto felici e altri in cui vorremo tornare indietro; però dobbiamo sempre ricordare che i periodi tristi sono passeggeri e non dobbiamo farci abbattere. E’ ovvio però che se dovesse diventare un malessere sia mentale che fisico che dura per mesi e mesi è meglio chiedere di ritornare nel paese di origine; come dicono i volontari “non deve essere un corso di sopravvivenza”. Il biglietto di ritorno non ha data, si può tornare in qualunque momento; quindi se proprio doveste arrivare ad un punto in cui non ce la fate veramente più potete tornare a casa senza costi aggiuntivi.
Nel pomeriggio invece è venuto un dottore, un anestesista per l’esattezza, che ci ha parlato delle varie malattie che potremo contrarre nei diversi paesi, i vaccini che sarebbe meglio fare e ovviamente le norme igieniche da tenere in considerazione soprattutto nei paesi asiatici e Sud Americani. La sua visita è stata davvero utile, ma anche abbastanza spaventosa perché ci ha parlato degli scenari peggiori che potessero capitare. Io ho prenotato una visita il 25 aprile all'ospedale per una consulenza su tutti i vaccini obbligatori e consigliati di tutta l'America latina; preferisco fare qualche puntura in più che in meno.
Sempre nel pomeriggio abbiamo fatto un gioco a gruppi in cui dovevamo fare dei cartelloni in cui ci era chiesto di rappresentare le stagioni ( ogni gruppo una stagione), la difficoltà è che al mio gruppo una volontaria ha dato la consegna in Polacco, è stato davvero difficile perché ovviamente noi non avevamo capito; guardando e chiedendo siamo riuscite a creare un cartellone un pò improvvisato; quando ci hanno chiesto di esporli noi eravamo gli ultimi e abbiamo capito la consegna e che noi dovevamo rappresentare l’inverno; la ragazza che andrà in Lettonia ha deciso di esporre ed è stata bravissima ha improvvisato tutto il discorso e ha fatto capire agli altri che noi avevamo capito fin dall'inizio la consegna e che il cartellone era studiato nei minimi particolari. E’ stato davvero divertente perché io sapevo che tutto ciò che stava dicendo non era vero;non ho mai riso così tanto, avevo persino le lacrime agli occhi!
 Il gioco serviva per farci capire che quando andremo all'estero troveremo persone che parleranno ovviamente in una lingua che non conosciamo, che parleranno tutti velocemente e magari non ci ripeteranno neanche le cose perché danno per scontato che noi abbiamo capito. Non dobbiamo cadere nello sconforto, ma dobbiamo chiedere aiuto ai volontari,ai compagni di scuola e alla famiglia.

Questi erano i punti principali del secondo incontro di formazione, l’ultimo incontro sarà il weekend del 20 e 21 maggio.

Spero che il post vi sia piaciuto,

Elena.

domenica 23 aprile 2017

Primo incontro di formazione

Il 22 aprile ho avuto il primo di una serie di incontri con i volontari di Intercultura che servono alla formazioni di noi ragazzi che andremo all'estero. In questo primo incontro erano presenti anche i genitori di ogni ragazzo; dopo una breve presentazione hanno separato genitori/figli.
Noi siamo rimasti con dei ragazzi volontari che l’anno scorso hanno fatto l’esperienza all’estero e un’altra volontaria che si occupa proprio della nostra formazione.

Ma cosa abbiamo fatto esattamente in questo incontro durato 3 ore?
Per prima cosa abbiamo fatto un giro di presentazioni perché comunque era la prima volta dopo le selezioni che ci vedevamo e quasi nessuno conosceva i nomi di tutti ( in totale siamo in 16 che partiamo); poi abbiamo fatto un gioco in cui dovevamo disegnare un pesce che ci rappresentasse e poi abbiamo dovuto spiegare perché l’avevamo disegnato così. L’abbiamo dovuto fare perché fa parte di una metafora: noi ragazzi che partiamo siamo come dei pesci in un acquario che si stancano e un giorno saltano fuori dalla loro casa e iniziano il loro percorso verso il mare passando per il fiume. Ora noi siamo i pesci mentre saltano, abbiamo attaccato i nostri disegni su un cartellone e penso che ad ogni incontro verranno spostati (non ne sono sicura però).
Dopo di questo abbiamo parlato di altre tematiche sempre attraverso dei giochi riguardo agli stereotipi che abbiamo sia rispetto alle popolazioni sia rispetto alle diversi lavori, i giochi servivano per spiegarci che alcuni stereotipi sono veri per gran parte delle persone coinvolte vanno tenuti sempre in considerazione ma non dobbiamo essere prevenuti ma tenendo conto di questo essere sempre aperti.
L’ultimo gioco che abbiamo fatto era  per insegnarci a collaborare in gruppo: consisteva nel creare una struttura il più alta possibile con 20 spaghetti, 1 metro di scotch e 1 metro di spago, la struttura deve sorreggere un marshmallow; collaborando io ed il mio gruppo abbiamo creato una struttura a modi di capanna indiana con gli spaghetti e in cima abbiamo posizionato il marshmallow; sarà stata alta 50 cm. Siamo stati l’unica squadra a riuscire nell’intento. Ma l’importante ovviamente non era vincere era collaborare e anche se gli altri gruppi non sono riusciti a far  stare in piedi la loro struttura hanno avuto veramente ottime idee e poi ci siamo divertiti tutti davvero molto.

Questo è tutto ciò che abbiamo fatto nel primo incontro.

Spero che il post vi sia piaciuto,
Elena

giovedì 30 marzo 2017

Quali sono le fasi della selezione per partecipare al programma?

Ciao a tutti! Nel post di oggi voglio spiegarvi le diverse fasi della selezione per partecipare al programma. Secondo diverse associazioni.
Parto con AFS Intercultura perché è quella con la quale farò il viaggio e quindi so per esperienza come si svolgono le selezioni; partiamo col dire che Intercultura è l’unica ha fare vere e proprie selezioni. Si divide in tre fasi:

1)      Dopo che le iscrizioni sono state chiuse di solito verso fine ottobre/ inizio novembre ti arriverà una mail nella quale c’è scritta la data della prima fase di selezione scritta, il luogo varia a seconda del paese in cui abiti.
Il test si divide anch’esso in due parti una scritta ed una orale; le domande della parte scritta sono personali e bisogna rispondere in maniera sincera, e anche durante il colloquio ti verranno poste diverse domande sulla tua famiglia, la tua vita, cosa fai nel tempo libero, e perché vuoi fare un’esperienza del genere. E’ importante rispondere sinceramente perché i test servono per determinare se sei idoneo o meno.
Dopo circa dieci giorni saprai il risultato.

2)       Se sarai idoneo ci sarà la seconda fase: ti verrà consegnato un fascicolo cartaceo che è la copia di quello che troverai online nel tuo profilo Intercultura; avrai meno di un mese per consegnare tutto sia cartaceo, da consegnare al direttore del tuo centro locale, sia quello online, da spedire una volta concluso.
E’ molto lungo e richiede tempo, il consiglio che vi do è di fare subito l’ambito medico e quello scolastico perché sono quelli più lunghi. Intercultura richiede anche un esame per la tubercolosi quindi se riuscite fatelo anche prima di iscrivervi, non costa tanto ed è sempre utile.  
State dentro i tempi perché se non consegnerete tutto entro la data prestabilita verrete automaticamente esclusi dalla selezione.

3)      Dopo aver consegnato tutto passerà diverso tempo circa un mese, un mese e mezzo e circa verso fine febbraio vi arriverà una mail con un codice da inserire in un link e che vi dirà se avete vinto il concorso e in quale delle località della vostra lista andrete. Vi consiglio di mettere in lista almeno 5 paesi per aumentare le possibilità di selezione.
Ad aprile poi inizieranno gli incontri di formazione in cui i volontari ti diranno tutte le informazioni che devi sapere prima di partire.

Questa era Intercultura ma vediamo ora altre associazioni con le quali sono venuta in contatto attraverso delle mie amiche:
  •      EF:  EF non è a concorso, ti faranno fare un esame scritto e orale riguardo al tuo livello di inglese. Ti faranno anche domande riguardo alla tua famiglia, alla tua routine giusto per conoscerti.Se passerai l’esame scritto e orale di inglese sarai automaticamente preso/a nel programma e andrai sicuramente nello stato da te scelto. Potrai provare a partecipare ad una borsa di studio ma anche nel caso tu non dovessi vincerla potrai andare comunque a fare la tua esperienza.
  • ·         STS: STS è un’altra associazione non a concorso, dovrai fare un colloquio orale sia in inglese sia nella lingua del paese che hai scelto ( se questo non dovesse essere un paese in cui si parla inglese) il colloquio servirà per capire il tuo livello della lingua; serve a loro anche per la ricerca della famiglia ospitante: se non parli lo spagnolo ma vuoi andare in Spagna cercheranno una famiglia che parli anche inglese, se invece hai una discreta conoscenza cercheranno una famiglia che parla meno inglese e più spagnolo.Dopo il colloquio orale dovrai fare un test di ascolto e di lettura in lingua inglese; se passerai tutti i test sarai accettato/a nel programma e dovrai iniziare a compilare tutte le carte.

L’unica che manca è WEP ma sfortunatamente so solo in parte come funziona e non vorrei scrivere cose sbagliate; se dovessi venire a conoscenza del loro modo di lavorare aggiornerò il post.

Ora a voi la scelta,
con qualsiasi associazione farete un’ esperienza stupenda che vi porterete nella memoria per il resto della vostra vita.

Al prossimo post,

Ele