Lettori

domenica 30 settembre 2018

Rispondo alle vostre domande pt.2

Ciao a tutti, oggi rispondo di nuovo ad alcune domande che mi sono state fatte di persona o attraverso le reti sociali.




1.Come fare la valigia pre-partenza?


Questa è una delle domande più frequenti e che anche io mi sono posta davvero molto. La prima cosa da tenere in conto è, ovviamente, la vostra destinazione; io vi parlerò della mia esperienza : quando ho saputo che sarei andata a Buenos Aires ho iniziato a fare delle ricerche riguardo al clima e alla temperatura; scoprì che la città ha un clima abbastanza temperato, anche in inverno non raggiunge mai gli zero gradi. Io essendo abituata al freddo non pensai di portarmi nessun vestito invernale, solo primaverili/autunnali ed estivi.

Vi ammetto che mi pento di questa mia decisione perchè una volta arrivata ho scoperto che il riscaldamento nelle case è praticamente inesistente quindi la temperatura esterna è uguale a quella all'interno della casa, ho sofferto abbastanza il freddo.
Vi consiglio anche di chiedere alla vostra futura famiglia ospitante se comprare vestiti è caro o economico, in Argentina comprare vestiti è assolutamente off-limits, soprattutto in capitale; pur avendo l'euro gli indumenti avevano dei prezzi assurdi. Sapendolo prima sono riuscita a portarmi i vestiti a me necessari per l'intero anno ( sono tornata con la valigia praticamente vuota dal momento che molti vestiti erano rovinati e ho dovuto buttarli o donarli in beneficenza).
In ogni caso portatevi lo stretto indispensabile e se potete non portatevi tutti i vestiti più belli che avete o ai quali siete più affezionati così che al ritorno sarà più facile lasciare lì i vestiti per far spazio a cose o cibi del vostro paese ospitante. 



2. Qual è stata la sfida più dura che hai dovuto attraversare durante il tuo soggiorno all'estero?
Ce ne sono state diverse e di alcune non me la sento di raccontarle, ma ce n'è una che ho trovato davvero difficile da affrontare: adattarmi a fare le cose da sola; detta così potrebbe sembrare una cavolata, ma per me prima di partire era inimagginabile andare al cinema,  in centro a fare shopping, andare a mangiare fuori ( anche in un fast food) o andare in un museo da sola, senza nessuno che mi accompagnasse.
Non perchè avessi paura, ma perchè pensavo a ciò che le persone avrebbero pensato se mi avessero vista da sola; giunta a Buenos Aires ho dovuto iniziare ad andare da sola, soprattutto per musei perché a nessuno dei miei amici interessava l'arte. I primi mesi a causa di questo mio "blocco" ho perso diverse opportunità su eventi o mostre particolari solo perchè mi sentivo male al pensiero che la gente mi avrebbe visto lì da sola.
Solo a febbraio sono riuscita a superarlo, quando sono andata da sola ad un concerto gratuito dove si esibivano anche Luis Fonsi e Martina Stoessel, ero da sola, ma mi sono davvero divertita molto ed ho potuto ascoltare grandissimi cantanti argentini e non.
Quello che mi sento di dirvi per quanto riguarda le sfide/ difficoltà che potreste incontrare è: anche se vi sembrano impossibili da superare (io ne ho avuta una verso maggio che mi ha fatto pensare seriamente di tornare prima, è una di quelle che non mi sento di raccontare pubblicamente) dovete cercare prima di tutto la forza in voi stessi per andare avanti e secondo ricordatevi che non siete soli c'è la vostra tutor, la vostra famiglia ospitante, i vostri amici e tutti i volontari dell'organizzazione in generale. Se però le avete provate tutte e continuate a stare male allora, solo a quel punto, prendete seriamente in considerazione il  ritorno a casa; la vostra salute fisica e mentale viene prima di tutto e sicuramente i vostri genitori lo capiranno.



3. Qual è il cibo più strano che hai mangiato?
I cibi più strani che ho mangiato sono 2 ed entrambi sono tagli di carne che da noi non si trovano o meglio dire non si mangiano proprio; il primo è quello che normalmente fa più impressione quando lo dico ed è la vescica della mucca alla griglia. E' un taglio molto pregiato, infatti è molto caro e viene comprato per occasioni speciali; quando l'ho mangiata non mi avevano detto cosa era, solo dopo aver detto che mi piaceva mi hanno detto che parte della mucca fosse; è davvero buonissima e mi spiace che qui non ci sia.
Il secondo cibo strano si chiama "Morsilla" ed è una salsiccia di sangue di pecora e mucca, la mangiano sia cruda sia alla griglia; io l'ho provata in entrambi i modi e nessuno dei due mi piace, era come avere un sacchetto di sangue in bocca, davvero fortissimo.
Questi sono quelli che reputo più strani, ma in realtà ce ne sono molti altri basti pensare al fatto che loro mangiano tutte e dico tutte le parti della mucca e maiale ed io le ho provate praticamente tutte; alcune sono migliori di altre, se andate in Argentina vi consiglio di provarle, d'altro canto fa parte della loro cultura e bisogna accettarlo.

4.Hai fatto dei regali alla tua famiglia ospitante quando sei arrivata? Se si, cosa gli hai comprato?


Si, ai miei genitori ospitanti ho portato una caffettiera da 3 tazzine con i colori della bandiera italiana e un calendario 2018 con le foto di tutte le montagne del bellunese, poi a mia sorella ho portato un portamonete fatto a mano in feltro con i disegni tipici del Cadore, a mio fratello ho preso una felpa della Benetton e poi ho portato due cartoline con foto della mia città con dietro un messaggio dei miei genitori italiani per la mia futura famiglia argentina.

Ho cercato di portare tutte cose tipiche italiane o tipiche della zona dove vivo ( Belluno, in Veneto),  portare oggetti proprio tipici del vostro paese credo sia la scelta migliore e anche la più aprezzata, non siete neanche obbligati a fare un regalo per ogni componente, anche solo uno unico sarà sicuramente molto apprezzato.


Questo è tutto per oggi,
Spero le domande vi siano piaciute e spero di aver risposto in maniera abbastanza esaustiva.
Vi mando un grosso bacio,
Al prossimo post,
Ele

martedì 11 settembre 2018

Narritorno

Ciao a tutti! Il titolo del post di oggi è un pò strano, ma ora tutto vi sarà spiegato. 
Il Narritorno è il nome dell'ultimo incontro che Intercultura propone solo ai ragazzi che sono appena tornati da un'esperienza annuale. E' un fine settimana facoltativo e si svolge lo stesso giorno in tutta Italia.
Io l'ho fatto l'otto e nove settembre a Candriai, un paesino in provincia di Trento, normalmente i ragazzi del triveneto vengono radunati tutti in uno stesso posto, ma quest'anno dal momento che eravamo circa 140 ragazzi ci hanno diviso tra Candriai e Lignano; il sabato io con altre mie due amiche di Belluno ci siamo fatte 5 ore di viaggio, davvero molto lunghe, ma n'è valsa la pena; la domenica fortunatamente i miei genitori sono venuti a prenderci. 
Nel post non vi voglio raccontare quali erano le attività che abbiamo fatto, perchè non voglio rovinare la sorpresa ai futuri "returnee", voglio solo raccontarvi le emozioni ed i pensieri che questo fine settimana mi ha suscitato.

Tutti mi dicevano che il Narritorno è l'incontro più bello fra tutti quelli che si fanno e, se devo essere sincera, non ci credevo più di tanto, ma ho dovuto ricredermi; ho provato davvero emozioni molto forti, abbiamo fatto un tuffo nel mare dei ricordi è stato bellissimo condividere con gli altri ragazzi le esperienze belle,brutte, i periodi più difficili, le cavolate che abbiamo fatto durante il nostro soggiorno. I volonatari non ci hanno solo fatto parlare della nostra esperienza, ma ci hanno aiutato a riflettere sia sull'anno che ci aspetta adesso e di come affrontare al meglio il reinserimento nella nostra vita prima di partire.
E' stato davvero bello vedere come le mie preoccupazioni non fossero solo mie, ma che altri 59 ragazzi le condividessero con me, le difficoltà con gli amici, la solitudine, la nostalgia, la gente che non riesce a capirti, erano tutte cose che pensavo stessero capitando solo a me, mentre ho scoperto che non è così, anzi dopo un esperienza del genere è più che normale provare queste emozioni. E' quasi stata una terapia di gruppo, alcuni hanno pianto, altri hanno riso, altri ancora rimanevano in silenzio ad ascoltare gli altri. Mi sentivo sicura di poter condividere storie che nessuno sa, a loro perchè sapevo che loro mi avrebbero capita, ed è stato incredibile notare come alcune cose fossero uguali in tutto il mondo è lì che si capisce che alla fine non esiste la diversità, perchè sotto sotto siamo tutti uguali; il senso di Intercultura è quello di creare ponti tra i diversi paesi del mondo puntando alla Pace nel Mondo, obbiettivo che sembra a tutti impossibile, ma io non ne sono convinta, certo ci vorranno molti anni anzi decenni, ma gli incontri, gli scambi che l'organizzazione AFS propone sono perfetti per raggiungere questo traguardo. Ogni anno vengono aggiunti paesi diversi: ad esempio per quelli che sono partiti per l'anno 2018/19 c'erano come possibili scelte anche l'Egitto, la Tunisia e la Nuova Zelanda. E dall'anno scorso è nato il AFS Ghana, è ancora sperimentale e quindi è Intercultura che lo propone ad alcuni ragazzi che non sono stati selezionati per nessun paese; l'anno scorso c'erano 3 ragazze italiane che hanno fatto 10 mesi in Ghana e si sono divertite tantissimo.
AFS è una delle poche organizzazione che ha così tanti paesi tra cui scegliere e sono orgogliosa di farne parte sia come da returnee sia come da volontaria ( sono una volontaria ufficiale dal 1 settembre) continuerò a promuovere quest'organizzazione.

Concludendo vi voglio dire di andare assolutamente al Narritorno vi divertirete e capirete meglio come reinserivi nella vostra vecchia vita, anche se ovviamente non sarà mai più la stessa.

"Noi siamo Intercultura" Narritorno Candriai 08-09.09 2018


Un grosso bacio,
al prossimo post,
Elena

sabato 18 agosto 2018

Com'è essere tornati in patria?

Ciao a tutti! Oggi è un mese esatto da quando ho lasciato la mia seconda casa ed è passato un anno da quando sono andata in Argentina.
Da quando sono tornata le domande che mi vengono sempre poste, da qualsiasi persona amici, professori,amici di famiglia o conoscenti in generale sono: 1) Com'è andato l'anno in Argentina? e 2) Com'è essere ritornati a casa?
Per nessuna delle due ho una risposta precisa, perché neanche io lo so; per la prima so che tutti gli exchange mi capiranno perché per me sia così difficile rispondere, come si può trovare una risposta? Normalmente io rispondo "benissimo, un esperienza che rifarei altre mille volte", perché effettivamente, facendo una media degli 11 mesi ho avuto più esperienze piacevoli che spiacevoli e considerato che nessuno ( io per prima) non credeva che ce l'avrei fatta a vivere all'estero per un anno devo dire che devo essere molto soddisfatta. La parola "benissimo" , però non è abbastanza, non si può racchiudere 11 mesi in una parola; immagino che qualsiasi persona si troverebbe in difficoltà davanti a questa domanda, certo non ho vissuto un anno "normale" come quello che avrei vissuto in Italia, ma come una persona normale ho avuto momenti brutti, momenti in cui mi sono trovata in difficoltà e altri dove mi sono divertita e mi sentivo la persona più felice al mondo. E' impossibile che tutto sia andato bene e non bisogna vergognarsi di parlare dei momenti brutti e delle difficoltà, anzi è superare quei momenti che ti faranno sorridere e sentirti bene quando ci ripenserai perché ti sentirai orgogliosa/o di te stessa/o per essere riuscita/o a superarli.
Detto questo non è che la domanda mi dia fastidio, anzi la capisco e mi fa piacere che mi venga fatta, ma mi trovo sempre un pò in imbarazzo all'ora di rispondere.

La seconda domanda è ben più complessa e qui i "returne-exchange" mi capiranno assolutamente: la prima parola che è strana è proprio la parola "casa", infatti nel titolo del post ho scritto "patria" come avrete notato, perché io ho due case quindi non so cosa chiamare casa, la mia vita ormai è divisa in due stati nei due emisferi del mondo.
Riguardo ai sentimenti che provo ora che sono in Italia da un mese sono molto strani, non provo assolutamente nulla, mi sento proprio apatica; qui non è cambiato nulla, il rapporto con le mie migliori amiche, il mio ragazzo, i miei amici e la mia famiglia è assolutamente rimasto uguale è come se avessi messo in pausa e avessi premuto di nuovo "play" dopo 11 mesi, mi sembra di non essere mai andata via quindi non so proprio come sentirmi, non so se questo fatto sia un bene o un male...
In realtà sò che il problema grosso sarà andare a scuola a settembre, non tanto per la scuola quanto per il rapporto con le persone all'interno di essa, sarà tutto uguale a prima? Riuscirò a inserirmi di nuovo? Riuscirò a recuperare tutto? Riuscirò a stare al passo con gli altri, o affogherò nel mare  senza riuscire a vedere il traguardo della maturità?
Queste sono solo alcune delle domande che mi girano e affollano la mia testa, tutti i giorni mentre studio sia mattina sia pomeriggio per riuscire a imparare il più possibile in vista degli esami integrativi a settembre e  si fanno ancora più pesanti e presenti quando esco di pomeriggio o sera, mi sento in colpa perché non sono in casa a studiare ed è a quel punto che mi sento davvero male ed in ansia per l'inizio della scuola.
In Argentina sono riuscita a superare i miei problemi di ansia e per chi mi conosce sa che ci sto provando da anni e quindi non avete idea di quanto io sia felice di questo traguardo, ma allo stesso tempo ho paura di ricaderci adesso qui in Italia, con la scuola che da sempre ne è stata la causa; devo solo fare un respiro profondo e convincermi che andrà tutto bene, d'altronde  sono solo 9 mesi e devo cercare di vivere al meglio il mio ultimo di scuola superiore.

Detto questo come potete aver notato anche la risposta a questa domanda è davvero complicata, sono un misto di emozioni che nemmeno io so descrivere.

Questi sono dei piccoli pensieri che mi frullano nella testa da ormai un mese; mi sembra impossibile pensare che sia già passato un anno da quando ho lasciato l'Italia per andare in Argentina, quel paese mi è rimasto nel cuore, fare l'anno all'estero è stata sicuramente la decisione migliore che io abbia mai preso.


l'ultima foto in areoporto con la mia famiglia ospitante e la mia tutor


Prima foto scattata con la mia hmum e la
Mia tutor nella stazione degli autobus di Buenos Aires

Prima foto scattata in areoporto a Milano 


Sempre in areoporto a Milano con mio papà
e mia sorella