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domenica 28 marzo 2021

Sono stata vaccinata!

Ciao a tutti! Come avete potuto leggere dal titolo, sono stata vaccinata; studiando in una facoltà sanitaria e dovendo fare tirocinio obbligatoriamente in ambiti considerati a rischio, l'università di Brescia ha deciso di chiedere agli studenti chi volesse aderire alla campagna vaccinale. Ovviamente chi aveva la possibilità di venire a Brescia a farsi vaccinare ha aderito, non precludeva il tirocinio, ma essendo in ambiti molto a rischio era caldamente consigliato e io non ho certo rifiutato. 

Nel post di oggi vi racconterò brevemente come è stata la mia esperienza e poi vi racconterò alcune informazioni specifiche riguardo al tipo di vaccino che mi è stato somministrato e potrebbero eservi utili.

Il vaccino somministratomi è stato quello prodotto dalla Pfizer-BionNTech, sono due dosi a distanza di 21 giorni una dall'altra.                                                                                                                          Sulla mia esperienza post-vaccinazione ho poco da raccontarvi perché io sono stata molto bene sia nella prima sia nella seconda dose. Però diverse mie amiche hanno avuto i soliti effetti collaterali post-vaccinazione che si manifestano entro 24-48 ore, come ad esempio febbre (anche alta, soprattutto nel caso della seconda dose), brividi, stanchezza e dolori muscolari. Niente di grave e tutti i sintomi si sono risolti nel giro di 48 ore.  Ovviamente sono tutte cose soggettive, ma mi è stato detto dalle Assistenti Sanitarie presenti nella seduta vaccinale che coloro che hanno fatto la vaccinazione contro il meningococco tipo B e sono state male hanno molta più probabilità di stare male anche con la vaccinazione contro il covid-19 perché a livello di composizione sono molto simili.

Detto questo, ora passiamo alla parte che forse vi interessa di più, ovvero le note informative riguardo al Pfizer-BioNTech:

  1. Il vaccino induce il nostro organismo ad attivare un meccanismo di protezione (quale la produzione di anticorpi) capace di prevenire l'ingresso nelle nostre cellule del virus responsabile di Covid-19 e di prevenire, quindi, l'insorgere della malattia
  2. può essere somministrato a partire dai 16 anni d'età
  3. in base alle attuali conoscenze scientifiche la somministrazione del vaccino non può essere né raccomandata né controindicata alle donne in gravidanza e in fase di allattamento. La vaccinazione, quindi, potrà essere effettuata solo successivamente all'analisi, caso per caso con la figura sanitaria di riferimento che analizza tutti i possibili rischi e i potenziali benefici per la madre, il feto e il neonato.
  4. Possono essere necessari fino a 7 giorni dopo la seconda dose del vaccino per sviluppare la protezione control il Covid-19 
  5. il vaccino potrebbe non proteggere completamente tutti coloro che lo ricevono. infatti l'efficacia stimata dalle sperimentazioni cliniche (dopo due dosi) è del 95% potrebbe essere inferiore in persone con problemi immunitari. Anche dopo somministrazione di entrambe le dosi, si raccomanda di continuare a seguire scrupolosamente le raccomandazioni delle autorità locali per la sanità pubblica, al fine di prevenire la diffusione del Covid-19. Il vaccino protegge dalla malattia non dall'infezione, quindi una persona che abbia ricevuto il vaccino e sviluppato anticorpi potrebbe comunque risultare positiva e contagiare le altre persone, solo che lei non svilupperà la malattia, quindi non avrà nessun sintomo. Non essendoci ancora abbastanza studi al riguardo è importante, anche per questo motivo, ricordare di seguire le regole del distanziamento sociale e dei dispositivi di protezione.
  6. il vaccino Pfizer-BioNTech Covid-19 contiene un RNA messaggero che può propagare se stesso nelle cellule dell'ospite, ma induce la sintesi di antigeni del virus SARS-COV-2. gli antigeni S del virus stimolano la risposta anticorpale del vaccinato con produzione di anticorpi neutralizzanti. RNA messaggero è racchiuso in liposomi per facilitare l'ingresso nelle cellule.
  7. Come vi ho accennato nell'introduzione, il vaccino può causare delle reazioni molto comuni (soprattutto nella seconda dose e che interessano 1 paziente su 10) che possono essere: dolore, arrossamento, gonfiore nel sito di iniezione (in questo caso fate impacchi di acqua fredda, o mettete della crema tipo arnica, ma non massaggiate l'area), stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, brividi, dolori articolari e febbre. Altri sono non comuni e possono interessare 1 paziente su 10 come l'ingrossamento dei linfonodi. Sono state segnalate alcune rari, gravi, reazioni allergiche; i sintomi di una reazione allergica includono: orticaria, gonfiore del viso, della lingua o della gola; respirazione difficoltosa (generalmente le reazioni allergiche si manifestano abbastanza precocemente entro 15-20 minuti dopo la somministrazione; è importante quindi che rimaniate nella sala adibita alla post-vaccinazione per il tempo che vi verrà indicato). 

Queste erano delle informazioni che mi sono state fornite prima della prima dose del vaccino e che secondo me è meglio conoscere prima di sottoporvisi. So che i vaccini sono diversi e ognuno ha il suo foglietto illustrativo e le sue controindicazioni; se siete interessati a sapere delle informazioni riguardo ai vaccini delle altre case farmaceutiche che sono stati messi in commercio vi consiglio di andare a vedere su Instagram, le storie in evidenza e i video di IGtv di Fabiana (@assistentesanitario_fabiana), una giovane assistente sanitaria che ha spiegato in modo semplice ed esaustivo tutte le informazioni e le curiosità relative ai vaccini. 

Detto questo io vi saluto, mi auguro che tutti i lettori di questo post vogliano aderire alla campagna, io (ovviamente) ve lo consiglio anche perché è l'unica nostra arma che abbiamo a disposizione per cercare di uscire da questa situazione.

Al prossimo post, un bacio

Elena 









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sabato 12 dicembre 2020

Chi sono gli Assistenti Sanitari?

Ciao a tutti, come vi avevo scritto nel post precedente, ho deciso di iniziare una serie di post riguardanti la mia carriera universitaria e sul mondo universitario in generale.  Oggi vi voglio raccontare chi è l'Assistente Sanitario e la storia di come è nata la professione. Per questo post ho utilizzato le conoscenze apprese durante le lezioni e il sito "ASNAS (associazione nazionale assistenti sanitari)".

"Con il Decreto legge 17 gennaio 1997 n°69  "regolamento concernente la individuazione della figura e relativo profilo professionale dell'Assistente Sanitario" il Ministero della Sanità identificò nell'Assistente Sanitario  il professionista della prevenzione, promozione ed educazione per la salute. l'attività dell'assistente sanitario è rivolta alla persona, alla famiglia e alla collettività; individua i bisogni di salute e le priorità di intervento preventivo, educativo e di recupero. Egli opera principalmente a livello territoriale nell'ambito della medicina sociale, della tutela dell'igiene e sanità pubblica e ambientale, della ricerca epidemiologica, dell'assistenza sanitaria, della prevenzione e della educazione alla salute. Interviene inoltre in tutte quelle situazioni che richiedono una vigilanza costante dello stato di salute e la definizione di programmi di prevenzione e di educazione alla salute mirati, capillari e continui. L'assistente sanitario può svolgere la sua attività in strutture pubbliche, private in regime di dipendenza o libero professionista" (fonte: https://www.asnas.it/index.php/professione/chi-e-l-assistente-sanitario)

La professione nacque dopo la prima guerra mondiale, l'anno ufficiale è il 1919 dalla collaborazione della Croce Rossa italiana (CRI) e quella americana, quando Miss Mary Gardner (infermiera americana) venne chiamata direttrice delle infermiere nella Commissione anti-tubercolare istituita dalla CRI. Miss Gardner promosse, grazie alla propria esperienza e preparazione, l'apertura  delle "Scuole di medicina, pubblica igiene e assistenza sociale per assistenti sanitarie visitatrici". I primi corsi duravano 5 mesi, poi si passò alla durata di 1 anno scolastico; le scuole avevano la finalità di "costruire un corpo di assistenti sanitari aventi per compito di ricercare e curare, fin dai primi sintomi, fra il popolo, le malattie, e di prevenirne la diffusione per mezzo di insegnamenti pratici di profilassi e di igiene" . Le assistenti sanitarie visitatrici avevano diverse mansioni quella  più importante fu la distribuzione del chinino a la popolazione per diminuire e curare i casi di malaria in Italia; fu la figura chiave per eradicare questa malattia dal nostro paese.

Nel 1974 venne emanato il mansionario dell'assistente sanitario, esso si trovava all'articolo 5 titolo IV all'interno del D.P.R. 14.03.1974 "Modifiche al regio decreto 2 maggio 1940, n.1310, sulle mansioni degli infermieri professionali e infermieri generici" all'interno venivano elencate tutte le mansioni e i servizi nei quali le assistenti sanitarie visitatrici potevano lavorare.

Per ora l'Assistente Sanitario non è una carriera universitaria, ma una scuola. Solo con la legge del 26 febbraio 1999 n°42 vennero introdotti grandi cambiamenti per tutte le professioni sanitarie non mediche. l'art.1, comma 1, sostituisce la denominazione "professioni sanitarie ausiliarie" con "professioni sanitarie"; al comma 2 abroga i mansionari relativi a varie professioni, compreso il mansionario dell'assistente sanitario, sancendo che: "il campo proprio di attività e di responsabilità delle professioni sanitarie è determinato dai rispettivi corsi di diploma universitario e di formazione post-base nonchè degli specifici codici deontologici. 

Infine col D.M. del 3 novembre 1999 viene pubblicato il "Regolamento recante norme concernenti l'autonomia didattica degli atenei" dove viene definita la nuova architettura del sistema degli ordinamenti didattici universitari. Tra le numerose novità introdotte c'è quella della nascita del "3+2", ovvero un percorso composto da una Laurea triennale di primo livello e da una successiva Laurea Specialistica biennale.  Una prima suddivisione delle lauree fu: 1) professioni sanitarie di assistenza diretta con il malato; 2) professioni sanitarie di riabilitazione; 3)professioni sanitarie tecniche diagnostiche e di monitoraggio e 4)professioni il cui itinerario formativo richieda l'impegno di Facoltà diverse da quelle di Medicina (classe delle professioni socio-sanitarie: assistente socio-sanitario, assistente di comunità, educatore professionale e tecnico della prevenzione). 

Solo con la legge 251 del 2000 le professioni sanitarie vengono finalmente suddivise nelle 4 aree che abbiamo al giorno d'oggi, ovvero: 1) infermieri e ostetriche; 2) professioni tecnico sanitarie ( tecnico di laboratorio e tecnico di radiologia); 3) tecnici della riabilitazione (fisioterapisti e tecnici della riabilitazione psichiatrica) e 4) tecnici della prevenzione (assistenti sanitari, educatori professionali). Con questa legge si dichiara che non sono più professioni sanitarie ausiliare, ma vere e proprie professioni autonome.  Con questa legge però gli Assistenti Sanitari si trovavano all'interno dell'albo infermieristico; nel 2018, dopo molto tempo, finalmente viene creato un albo diverso, concorde con le diverse competenze professionali. Ora gli infermieri e ostetriche hanno il loro albo, mentre le altre professioni sanitarie sono state raggruppate in un unico albo il "TSRM e PSTRP" (ordine dei tecnici sanitari di radiologia medica e delle Professioni Sanitarie Tecniche, della Riabilitazione e della Prevenzione) questa suddivisione rispecchia meglio le competenze specifiche di ogni professione.

Quest'anno per la prima volta si è ufficialmente celebrata la "giornata nazionale assistenti sanitari" il 21 novembre; un altro piccolo passo raggiunto dall'ASNAS.

Con questo cenno storico volevo farvi comprendere quanto recente sia questa professione, ma quanto sia importante.  I campi di lavoro in cui potrete trovare un assistente sanitario sono davvero tantissimi: dal reparto vaccinazioni a quello di medicina del lavoro, ai consultori familiari, nelle aziende private, ma anche nel reparto di malattie infettive e medicina preventiva; per farvi un esempio la figura che si occupa di fare il "contact tracing" e una parte dei tamponi sono tutti assistenti sanitari; ovviamente collaborano con altri professionisti, ma questa figura è richiesta davvero tanto perché, non essendo molto conosciuta, ci sono sempre meno studenti che la fanno.

Per diventare assistenti sanitari dovrete iscrivervi al test di ingresso delle professioni sanitarie, una volta passato, il corso è di 3 anni; il programma generale è simile in tutte le regioni in cui questo corso è presente, ma gli insegnamenti specifici quelli "professionalizzanti" della professioni cambiano in base all'ateneo; nell'università di Brescia gli insegnamenti professionalizzanti sono intitolati "Metodologia della professione di Assistente Sanitario" sono insegnati solo da assistenti sanitari e ogni anno spiegano un diverso ambito specifico di lavoro, ad esempio quest'anno nel primo semestre sto facendo "Metodologia della professione di Assistente Sanitario nell'ambito della prevenzione ed educazione alla salute" dove ci viene spiegato come fare prevenzione. Sono materie molto interessanti che sono propedeutiche al tirocinio. Dopo la triennale puoi andare a lavorare, infatti le professioni sanitarie sono considerate lauree professionalizzanti perché facendo tante ore di tirocinio nei tre anni, tu ti laurei che hai provato un pò di tutto, ovviamente i primi mesi ti affiancano a qualcun altro, ma non devono insegnarti nulla perché tu dovresti già sapere come si somministra una vaccinazione (ad esempio). Se volete, aspirare a un grado più alto della professione c'è la possibilità di fare la laurea magistrale in "Scienze delle Professioni Sanitarie della Prevenzione" è sempre a numero chiuso; con la magistrale puoi accedere a più categorie di concorsi pubblici. Se non volete fare altri due anni dopo la triennale ci sono moltissimi master, che possono durare da 6 mesi a 1 anno, ce ne sono alcuni anche in inglese; sono sempre a numero chiuso e ogni ateneo ne ha diversi a disposizione.

Il post finisce qui, volevo solo farvi conoscere meglio la professione di cui mi sono innamorata, quando la misi come terza scelta al test di ingresso, mai avrei pensato che mi sarebbe piaciuta così tanto; tornassi indietro al metterei al primo posto. Credo molto nel destino e ritengo che non è stato un caso che io sia entrata proprio in questo corso, sento davvero di aver trovato la mia strada. Spero che anche voi troviate la vostra!

Un bacione,

al prossimo post,

Elena





 


mercoledì 9 dicembre 2020

Il mio primo tirocinio da futura Assistente Sanitaria

 A settembre ho iniziato il secondo anno di università e come ogni anno ci sono un totale ore da fare di tirocinio (quest'anno 650 ore, suddivise in tre periodi); purtroppo, a causa della pandemia, nel primo anno ho potuto fare solo una settimana in presenza, il resto delle ore le abbiamo fatte online scrivendo una "mappatura territoriale" (una ricerca molto approfondita su un comune italiano a nostra scelta; magari ve ne parlerò in  un altro post). Quest'anno, invece, il rettore della mia università a deciso che indipendentemente dalla situazione i tirocini dell'area medica devono proseguire ed essere portati a termine.  Ecco perché considero questo il mio primo vero tirocinio.

Dal 26 ottobre al 27 novembre sono stata nel centro vaccinale di Brescia, insieme a me c'era Elena, l'amica e compagna di università con cui sono andata a Mantova; siamo state molto felici di lavorare assieme e condividere quest'esperienza.

La prima settimana ho solo osservato, mi hanno fatto vedere tutte le procedure principali su come gestire una seduta vaccinale, la recezione, come utilizzare i programmi del computer e come erano divisi i vaccini nei diversi frigoriferi. Dalla seconda settimana ho iniziato a mettere in pratica ciò che avevo visto nella prima, ovviamente controllata da un collega o dal mio tutor.  Ho iniziato andando a prendere i vaccini che sarebbero serviti per la seduta vaccinale del giorno, poi mi occupavo di controllare che l'ambulatorio fosse in ordine e che ci fossero tutti gli strumenti, in gergo si chiama "fare la check-list" sembra una cosa noiosa, ma è molto importante soprattutto il controllo degli strumenti da utilizzare in caso di emergenza. Prima di farmi vaccinare una persona, mi hanno fatto procedere per gradi, ho iniziato preparando le siringhe di adrenalina (che vanno preparate prima di ogni seduta, in totale sono 3 con diversa quantità; i ml sono in base al peso di una persona esempio su un neonato di 10 kg si usa  la siringa che contiene 0,01 mg/kg. L'adrenalina è diluita in una soluzione fisiologica. Viene utilizzata in caso di emergenza, come reazioni di shock anafilattico, che sono molto rare) e ho iniziato a preparare i vaccini: montare l'ago, imparando il calibro da utilizzare in base all'età del paziente e ha ricostituire un vaccino (i vaccini a virus vivo attenuato si devono ricostituire, c'è una boccetta che contiene una specie di polvere che poi si deve miscelare con il liquido all'interno della siringa).  Per allenarmi a casa i miei colleghi mi avevano dato delle siringhe e delle boccettine, da riempire d'acqua e poi aspirare con la siringa così da prendere manualità; oltre che molto utili sono anche uno splendido ricordo che mi terrò per sempre.

Questo è un esempio di vaccino da ricostituire, questo è quello del morbillo, parotite, rosolia e varicella che è a virus vivo attenuato (per vivo attenuato si intende che è il virus normale solo che non ha più la capacità di dare la malattia; riescono a dare una risposta anticorpale maggiore) da iniettare sottocute.

Questo è il vaccino antinfluenzale che si trova in una siringa pre-riempita e deve essere iniettato intramuscolo è quindi è virus ucciso.


Il 3 novembre è stato il mio GRANDE giorno, ho vaccinato le mie prime 5 persone, tutte donne in gravidanza che dovevano fare l'antinfluenzale. Ero molto emozionata e allo stesso tempo nervosa, ho fatto un respiro profondo, ho indossato i guanti e li ho disinfettati, ho disinfettato la pelle del paziente, ho tolto il tappo alla siringa e dopo aver tolto l'aria all'interno ho proceduto con l'iniezione; non pensavo che arrivare al muscolo fosse così semplice, la pelle è davvero morbidissima! Ho finito la procedura prendendo un batuffolo di cotone e l'ho fissato con lo scotch di carta. 

Dopo quel giorno è stata tutta una discesa, i programmi avevo imparato ad utilizzarli, sapevo registrare una vaccinazione, prendere appuntamenti, cambiare il lotto di un vaccino se era stato registrato quello sbagliato, ecc. Sempre sotto l'occhio attento di un'assistente sanitario riuscivo a fare tutto, se poi non me la sentivo oppure capitava un'utente ostico prendevano loro il controllo, perché io non avrei saputo gestirli.

Di bambini non ne ho vaccinati molti (saranno massimo 10), anche perché sono quelli più difficili, non stanno fermi da soli e quindi il mio tutor preferiva non farmeli vaccinare. Di adulti e adolescenti ne ho vaccinati tantissimi, soprattutto in campagna vaccinale per l'antiinfluenzale, che in Lombardia è iniziata il 16 dicembre, da quel giorno io e Elena siamo andate in giro per Brescia, in diverse sedi a vaccinare gli anziani e le persone a rischio che avevano prenotato la vaccinazione; sono stati giorni molto pesanti, facevamo 120/240 (in base a quanti ambulatori c'erano) persone alla mattina e altrettante il pomeriggio. Non sempre abbiamo avuto un'ora di pausa pranzo, un giorno abbiamo finito alle 12:40 e alle 13:00 iniziavamo di nuovo, ma stanchezza e perdita di voce a parte, è stata un'esperienza incredibile! Adoravo quando dopo aver finito l'iniezione l'utente mi diceva "non ho sentito nulla, sei bravissima, hai le mani di fata" mi sentivo il cuore riempirsi di gioia e mi ha fatto capire quanto questa professione sia importante e quanta gratificazione dà.  

Certo non tutti erano così gentili, ma in ogni ambito lavorativo (che ha relazione con il pubblico) ci sono delle persone che saranno scortesi, arrabbiate o che non vorranno ascoltare fa parte del lavoro; come dicevano le mie colleghe "ci si fa il callo, con l'esperienza impari a gestire anche queste persone".

Questi 25 giorni e un totale di 200 ore, mi hanno insegnato tanto, mi hanno fatto amare ancora di più questa professione, mi hanno permesso di conoscere persone stupende che avevano voglia di insegnarmi tutto quello che sapevano perché erano stati al mio posto anni prima. Ho visto moltissimi neonati/bambini che mi riempiono sempre di gioia, ho visto casi difficili essere risolti con scioltezza, ho preso nota di tutto perché so che mi serviranno in futuro, un futuro che è sempre più vicino; una triennale passa velocissima, basta pensare che sono già praticamente a fine del primo semestre del secondo anno. 

Passa anche troppo velocemente, quindi devo assimilare il più possibile e comunque quando inizierò a lavorare dovrò continuare ad imparare per un pò, solo con l'esperienza si riesce a migliorare (come in tutto d'altro canto).

Avrei voluto che il tirocinio durasse molto di più, più che altro perché preferivo lavorare piuttosto che fare gli esami, ma sarebbe troppo facile così. Il prossimo tirocinio sarà verso il mese di marzo/aprile, chissà in che servizio andrò spero in uno diverso così da poter arricchire il mio bagaglio personale. 

Vi parlerò anche delle prossime esperienze, così che anche voi possiate conoscere cosa fa un' assistente sanitario, purtroppo non è una professione conosciuta (io per prima non la conoscevo, fino a quando  non ho iniziato ad interessarmi all'università in ambito di professioni sanitarie) eppure è importantissima; farò un post specifico sulla sua storia.

Il post si conclude qui so che è più breve del solito, ma ci tenevo a condividere questa mia esperienza per trasmettere anche a voi l'amore che provo per questa professione.

Un bacio,

al prossimo post,

Elena






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