Lettori

martedì 24 settembre 2019

Una cena argentina

Prima  che partissi   per  l' Argentina il  massimo che sapevo cucinare era la pasta e la pizza; ma durante gli 11 mesi ho scoperto una passione per la cucina che non pensavo di avere. Ho imparato a cucinare diversi piatti tipici della cucina argentina (di alcuni ho già postato le ricette nel blog). L'anno scorso,appena tornata, avevo preparato una cena per la mia famiglia, ma quest'anno volevo prepararne un'altra solo per gli amici; quindi il 5 settembre ho invitato 11 amici e ho preparato diversi piatti.

Chipà:
Le Chipà sono dei panini al formaggio, molto comuni in America latina, soprattutto in Paraguay e in Argentina.
Sono a base di farina Manitoba e formaggi uno duro e uno semiduro, potete farli con i vostri formaggi preferiti; una volta li ho fatti con scamorza e grana e l'altra con mozzarella,asiago e grana.
Ingredienti per circa 20 panini da 6 cm di diametro:
500g di farina Manitoba,3 uova, 100 ml di latte,120 g di burro,250 g di formaggio morbido,120 g di formaggio duro,1/2 bustina di lievito.
Se volete leggere la ricetta completa, è stata pubblicata su "Quic" una rivista di Intercultura.
Ecco il link: https://bit.ly/quic-369
P.s. si possono mangiare anche freddi, ma caldi sono meglio




Empanadas:

Non potevano mancare le empanadas, inutile dire che era il cibo che i miei amici volevano provare di più.
Quella in alto,nella foto, è ripiena di carne (la ricetta del ripieno è uguale a quella per il ripieno del "Pastel de papa" ) quella in basso è ripiena con spinaci,mais e philadelphia.
Ingredienti per 34 Empanadas:
1 kg di farina, 250 g di strutto sciolto,300 ml di acqua tiepida e un cucchiaio di sale. Prima di iniziare ad utilizzare l'impasto va riposato mezz'ora in frigo.
Poi prendete un pò di impasto fate una pallina,schiacciatela e formate un cerchio piatto, ponete il ripieno al centro, bagnate con acqua fredda i bordi del cerchio e chiudete a modi "panzerotto" e poi potete fare un decoro per sigillare meglio l'empanada. Vanno poi messe in forno per 30 minuti a 200°C
 Arroz con Leche:
Uno dei miei dolci preferite in assoluto: l'Arroz con leche letteralmente riso con latte.
Non avevo mai provato a farlo, in Argentina lo compravo al supermercato  (era più semplice).
Ingredienti per una teglia da 40 cm circa:
500 g di riso, 1 L di latte, 150 g di zucchero, 2 cucchiai di cannella e 1 scorza di limone.
E' come fare un risotto solo che dolce, quando si è cremoso versatelo nella teglia, potete mangiarlo caldo oppure potete metterlo in frigo e mangiarlo freddo.
Dovete mangiarlo in massimo due giorni perchè poi il riso diventa duro e non è più buono.
P.S. se non vi piace la cannella potete metterci del cioccolato



Mancano le foto della due insalatone che avevo fatto, perchè sono finite subito! Una era con avocado e pomodoro condita solo con succo di limone e sale; l'altra era con rucola,gorgondola tagliato a cubetti e pera, sempre condita solo con sale e succo di limone, ma potete sempre metterci l'aceto se preferite.

Organizzare una cena per 11 persone non è stato semplice, ci ho messo due giorni a cucinare tutto, ma ne è valsa la pena è stata una serata meravigliosa e tutti hanno apprezzato il cibo che avevo cucinato. Mi piace cucinare piatti argentini alle persone perchè voglio che provino i piatti del paese che ha un posto speciale nel mio cuore.
Spero che riproviate a fare alcuni dei piatti presenti in questo blog, se lo farete fatemi sapere se vi sono piaciuti.

Spero che questo post vi sia piaciuto,
al prossimo post,

Elena.

















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mercoledì 21 agosto 2019

Alla scoperta dell'Islanda e il rincontro con mia "sorella"

Come viaggio di maturità, invece di andare al mare con le mie migliori amiche, ho deciso di andare insieme a mia mamma e mia sorella in Islanda precisamente ad Akureyri dove vive "Soley" chiamata da tutti "Sole" mia "sorella", lei nel lontano 2016/2017 è stata ospitata dalla mia famiglia per 10 mesi; sono stati dei mesi bellissimi ed è proprio averla ospitata che mi confinsi al 100% ad iscrivermi per fare l'anno all'estero.
Dopo due anni dalla sua partenza e tre anni dal suo arrivo ci siamo finalmente rincontrate, sono stati dei giorni bellissimi ( siamo andati dal 28 luglio al 5 agosto) ed in questo post voglio raccontarvi la mia avventura nella piccola isola islandese.

Prima di tutto devo raccontarvi l viaggio di andata perchè è proprio da film: dovevamo arrivare all'aeroporto per le 18:45/19 e il gate avrebbe aperto alle 20:10, avevamo pianificato tutto, ma... mentre eravamo fermi sul treno diretto a Milano centrale, il capo treno annuncia che non ci muoveremo fino a nuovo ordine perchè ci sono persone non autorizzate su binari; peccato che non fossero delle persone,ma una persona che si era buttata sotto il treno precedente. Erano già le 18 e non eravamo ancora a Milano, finalmente iniziamo a muoverci e in via eccezionale il treno ad alta velocità si ferma alla stazione precedente di Treviglio; mia mamma nel frattempo aveva già chiamato un taxi, le nostre speranze di prendere l'aereo erano sempre meno,ma volevamo tentare almeno di arrivare all'aeroporto; non so se qualcuno ci stava guardando dall'alto,ma siamo riusciti ad arrivare alle 19:50, siamo subito corse ai controlli e grazie a tutte le persone che ci hanno fatto passare avanti siamo arrivate al gate alle 20:09. La cosa buffa però è che dopo l'aereo è pure partito con mezz'ora di ritardo, ma almeno avevamo ripreso fiato, non mangiavamo da pranzo,ma nessuna di noi 3 aveva fame e quindi quando siamo atterrate siamo andate direttamente al B&B a riposare.
La mattina dopo ci siamo svegliate e dopo aver fatto colazione siamo andate a fare una passeggiata per vedere il centro di Reykjavik e abbiamo aspettato Sole e sua mamma.

Il viaggio fino ad Akureyri è di 5 ore, mentre viaggiavamo ci siamo fermati a vedere diverse cascate e vecchi vulcani spenti. Siamo arrivate giuste per cena e abbiamo mangiato un buonissimo filetto di merluzzo appena pescato con diverse verdure e ho mangiato il "rugbread" un pane nero dolce che sa leggermente di uvetta.
30 luglio:
 siamo andate in giro per la cittadina abbiamo visitato il giardino botanico, che consiglio assolutamente (se la visitate in primavera-estate) ha davvero tantissime specie di fiori e alberi, la maggior parte tipiche dell'Islanda ed Europa del nord, all'iterno c'è anche un bar e diversi spazi dove poter fare un bellissimo pic-nic. Poi abbiamo proseguito verso il centro e abbiamo visitato il duomo della città, la loro religione è il cristianesimo luterano, la chiesa non era molto decorata come le nostre, ma era molto minimalista e faceva davvero una bellissima figura, anche il centro è molto carino, i loro edifici sembrano usciti da un libro delle favole. Nel pomeriggio siamo andati a fare merenda dai nonni paterni di Sole che ci avevano preparato un buffet di waffles con tantissimi toppings; anche se non parlavano inglese siamo riusciti a comunicare comunque e si vedeva che erano felici di conoscerci.
La sera abbiamo cucinato la pizza per tutti loro e anche il tiramisù con l'aiuto della sorellina di Sole (avevamo spedito in precedenza un pacco con gli ingredienti secchi per cucinare le ricette che volevamo)
31 luglio:
iniziamo con le escursioni siamo andati al lago Myvatn, assolutamente incredibile è il risultato di un vecchio vulcano, il colore dell'acqua è così azzuro da sembrare finto. Abbiamo visto la cascata Godafoss e Dittifoss ( la più potente di Europa), poi abbiamo visto i geyser, l'odore non era poi così male, ma dopo un pò che ci cammini intorno inizia ad essere un pò nauseante. Abbiamo visitato anche "Dimmu Borgir" il luogo dove vivono i 13 babbi natale della tradizione islandese, durante il periodo di Natale si può anche andare ad incontrarli, ma in estate non si vedono perchè si nascondono.
Per finire la giornata siamo andate alle terme del lago Myvatn chiamate "Myvatn Nature Bath" l'aqua era caldissima, si stava davvero bene visto il freddo che faceva fuori, l'acqua era proprio piena di zolfo, davvero rilassante.
Abbiamo poi cenato lì con una buonissima zuppa a base di carne e salsa di pomodoro piccante, arrivati a casa abbiamo poi mangiato il tiramisù preparato la sera prima.
Giornata stancante, ma meravigliosa, l'islanda ha davvero tantissimi paesaggi e molto diversificati, ci sono parti verdi rigogliose e altre praticamente desertiche piene di rocce vulcaniche.
1 agosto:
Giornata tranquilla siamo stati in città la mattina poi dopo pranzo siamo andati a vedere la "casa di Natale" una casa che vende decorazioni e dolci di Natale tutto l'anno e che ha il calendario dell'avvento più grande del mondo. Abbiamo comprato un sacchetto di caramelle toffee assortite fatte da loro, una più buona dell'altra.
Verso le 17 invece siamo andati a Hauganes per fare il giro in barca di Whale Watching,  abbiamo visto le balene, nessuno tranne me le aveva mai viste e anche a me rivederle ha davvero emozionato moltissimo, sono animali stupendi; la visita non finiva lì poi siamo andati in un altra parte e ci hanno insegnato a pescare, in quella zonna ci sono molti baccalà. Una volta pescati potevi decidere se tenerlo o ributtarlo in mare, io e Sole ci abbiamo provato,ma con scarsi risultati, il fratello invece ci è riuscito e ha deciso di ributtarlo in mare.
La sera abbiamo ordinato delle pizze e devo dire che l'impasto era davvero ottimo e anche i gusti che hanno scelto erano davvero ottimi alcuni da noi non ci sono come: aragosta e aglio e patatine fritte,manzo e salsa bernese; entrambe erano ottime, ma già dopo 3 fette ero piena, mi sono lasciata un posto per la torta che aveva preparato la mamma di Sole: "coco cake" una torta a base di albume,cocco e cioccolato, era leggerissima,si scioglieva in bocca.
2 agosto:
Oggi siamo andati a Asbyrgi dove si trova un Canyon che secondo una leggenda sarebbe stato creato da un cavallo gigante ad otto zampe, la forma creata è quindi quella del suo zoccolo, la valle ora si è riempita d'acqua creando un lago che fa da casa a diverse specie di uccelli; tutt'intorno la vegetazione è molto rigogliosa e diversificata c'è anche un percorso "botanico" dove ci sono diversi cartelli che illustrano il nome della pianta e le sue prncipali caratteristiche. C'è anche una bellissima postazione per pic-nic dove abbiamo pranzato e giocato tutti insieme; dopo esserci riposati siamo andati a vedere Hljóðaklettar un parco naturale roccioso, ci sono diversi percorsi in base alla difficoltà noi abbiamo scelto quello intermedio, tutti i percorsi sono rocciosi, il parco è noto perchè tutte le torri di roccia che ci sono si dice siano troll e che quindi di giorno siano pietra, ma che di notte si sveglino e si muovano; alla sorellina di Sole è piaciuto moltissimo ed era sempre davanti a tutti perchè voleva andare alla ricerca dei troll. Leggenda a parte il parco lascia senza parole, le rocce sembrano scolpite, sembra impossibile che siano reali.
Tornando indietro siamo passati per Hùsavìk dove si trova il museo delle balene contiene gli scheletri di diverse specie di balene, ha la possibilità di avere le guide catacee i diverse lingue tra cui l'italiano. In Islanda ci sono molte balene e loro le hanno sempre cacciate fin dall'antichità, ma ora le magiano molto di rado e hanno il permesso di cacciare solo quelle piccole; mangiano di più lo squalo (che ho provato il giorno dopo e devo dire che è davvero buono, non si differenzia molto dagli altri pesci).
E di nuovo per concludere la giornata siamo andati ad altre terme, "Geosea", che hanno la vista proprio sull'oceano, peccato che quando ci siamo andati noi ci fosse nebbia, ma è stato davvero bellissimo e rilassante. Se venite in Islanda vi consiglio di andare almeno un giorno in na di queste piscine, non sono economiche,ma ne varrà la pena ( i bambini sotto i 12 anni non pagano e c'è lo sconto per gli studenti).
3 agosto:
Abbiamo fatto una passeggiata nella parte vecchia della città di Akureyri che ha delle case  bellissime che sembrano uscite da un libro, nel pomeriggio abbiamo visitato una vecchia fattoria costruita sotto terra, in superficie si vede solo l'entrata. Ce ne sono diverse sparse per l'isola ormai non sono più usate, sono state tutte trasformate in musei; accanto alla fattoria c'è anche la chiesa,la quale è ancora utilizzata dagli abitanti delle nuove fattorie nei dintorni.
Prima di tornare a casa siamo andati al "Petting zoo" una fattoria dove puoi vedere gli animali più utilizzati nelle fattorie islandesi (cavalli,maiali,capre,pecore,conigli ecc.), ma anche le volpi artiche e galli australiani e accarezzare uno o più dei 20 cuccioli di gatto. Inutile dirvi che sia mia sorella sia quella di Sole non volevano più tornare a casa, ma alla fine a forza hanno ceduto; tornati a casa ci hanno cucinato l'agnello con contorno di patate sia normali sia dolci, verdure varie e due salse di accompagnamento: una col formaggio,pepe e funghi e l'altra era bernese, come sempre cibo delizioso. Per dolce siamo andati a prendere il gelato e poi siamo andate in centro perchè c'era un concerto gratuito perchè il primo lunedì del mese di agosto (quest'anno il 5 ) è festa nazionale. Mi sono divertita moltissimo, peccato che era l'ultima sera che avrei passato lì.
4-5 agosto:
due giorni di viaggio, il 4 con calma siamo tornati a Reikiavik e abiamo dormito a casa della zia di Sole che al momento non c'era e la mattina dopo siamo andate all'aeroporto per tornare in Italia.

Al di là di quello che ho visto, assaggiato e ascoltato il motivo principale della visita era proprio rivedere Sole e conoscere la sua famiglia; sono quasi passati 3 anni da quando l'ha abbiamo ospitata, da quando è entrata nella mia vita lasciando un segno indelebile; è difficile spiegare il legame che si è creato tra lei e la mia famiglia, io la considero davvero una sorella con lei condivido moltissimi interessi e potremmo parlare per ore senza annoiarci.
Se avete la possibilità di ospitare un ragazzo dall'estero, fatelo non ve ne pentirete, sarà un'esperienza bellissima imparerete cose su un'altra cultura e creerete un legame indissolubile nel tempo. Può anche essere che la prima volta non andrà bene,ma non scoraggiatevi se con un ragazzo/a non è andata come speravate questo non significa che sarà di nuovo così.
La decisione di ospitare Sole è stata una delle migliori che la mia famiglia abbia mai preso, lo rifarei mille volte.

Detto questo vi lascio come sempre dei video con le foto fatte in questa settimana:











Spero che i video vi siano piaciuti,
vi mando un grosso bacio e al prossimo post!

-Elena

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lunedì 22 luglio 2019

Cuciniamo insieme: Alfajor de Maizena

Ciao a tutti! Eccomi qui con un'altra ricetta tipica Argentina; gli alfajor de maizena un tipico dolcetto a base di farina di mais e dulce de leche. Si fanno normalmente  il giorno dell'indipendenza ( il 9 luglio), ma li potrete trovare in qualunque panificio o bar di tutto il paese, quelli di maizena sono tipici del centro e del nord, al sud sono più comuni i cosi detti Alfajor marplatenses che sono sempre molto simili,ma sono al cioccolato, dulce de leche e sono ricoperti di cioccolato ( sono anche i miei preferiti, quando proverò a farli vi metterò la ricetta)
Veniamo subito alla ricetta:

Ingredienti per circa 22 alfajores:

  • 150 g di Maizena (farina di mais)
  • 150 g di farina 00
  • 75 g di zucchero bianco
  • 125 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 scorza di limone
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • essenza di vaniglia
Per il ripieno:

  • dulce de leche o in alternativa marmellata 
  •  farina di cocco
Procedimento:
In una ciotola mettete lo zucchero ed il burro ammorbidito e sbattete con le fruste e aggiungete l'uovo ed il tuorlo e mescolate; quando sarà tutto amalgamato aggiungete la farina, la maizena,il bicarbonato, la scorza di limone e qualche goccia di essenza di vaniglia e continuate a mescolare fino a che non otterrete un impasto omogeneo, formate  una pallina e lasciatela riposare in frigo per circa mezz'ora.

Passato il tempo prendete un mattarello ed iniziate a stendere l'impasto fino a circa 0.5 cm di spessore, prendete una formina per biscotti circolare (io ne ho usato uno da  4 cm di diametro) e iniziate a tagliare i piccoli biscotti e a posizionarli su una teglia rivestita di carta da forno. Metteteli in forno a 180°C per circa 10 minuti ( 160°C per 5 minuti a forno ventilato).

Sfornateli e fateli raffreddare, prendete due biscotti ed il dulce de leche o la marmellata, spalmatelo su un biscotto e posizionatene l' altro sopra poi prendete la farina di cocco e spargetela lungo il lato dell'alfajor, si appiccicherà all'istante.
Continuate così con tutti i biscotti, se volete potete anche preparare una ganache di cioccolato e ricoprirli.

Vedete? semplici, veloci, un dolcetto perfetto per una festa o un pomeriggio con amici; sono perfetti da accompagnare con il the,  il latte o il mate.

Ecco alcuni degli alfajores che ho fatto a casa

Nel mio secondo account Instagram (trovate il nome alla fine del post) potrete vedere anche dei video e altre foto mentre cucino.


Volete preparare il dulce de leche a casa? Ecco qui la ricetta:

Ingredienti per circa 500 g di prodotto:
1 litro di latte
300 g di zucchero bianco
1/2 bacca di vaniglia o 4 gocce di essenza di vaniglia
1/2 cucchiaio di bicarbonato

Procedimento:
incidete nel senso della lunghezza la bacca di vaniglia per estrarre i semi. Versate il latte in una pentola alta e anti-aderente o con un fondo molto spesso, unite lo zucchero, scaldate a fuoco debole mescolando con un cucchiaio di legno ogni circa tre minuti (se il latte dovesse andare in ebollizione alzate la pentola dal fuoco e aspettate finché non si sia nuovamente riabbassato) unite i semi della bacca di vaniglia o l'essenza di vaniglia ed il bicarbonato, continuate a cuocere a fuoco debole e a mescolare ogni tanto, piano a piano inizierà a scurirsi quando arriverà ad avere un colore marrone tendente al caramello allora è pronto, versatelo in una ciotola e lasciatelo raffreddare in frigo, dopo già mezz'ora è pronto per essere mangiato potete usarlo per riempire gli Alfajores o sul pane oppure se lo riscaldate in microonde potrete usarlo come topping sul gelato o con la frutta.


E siamo giunti alla fine di un altro post, spero che la ricetta vi sia piaciuta e come sempre se le rifarete fatemelo sapere attraverso i social network.

Al prossimo post,
un bacio,

Elena





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