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mercoledì 21 agosto 2019

Alla scoperta dell'Islanda e il rincontro con mia "sorella"

Come viaggio di maturità, invece di andare al mare con le mie migliori amiche, ho deciso di andare insieme a mia mamma e mia sorella in Islanda precisamente ad Akureyri dove vive "Soley" chiamata da tutti "Sole" mia "sorella", lei nel lontano 2016/2017 è stata ospitata dalla mia famiglia per 10 mesi; sono stati dei mesi bellissimi ed è proprio averla ospitata che mi confinsi al 100% ad iscrivermi per fare l'anno all'estero.
Dopo due anni dalla sua partenza e tre anni dal suo arrivo ci siamo finalmente rincontrate, sono stati dei giorni bellissimi ( siamo andati dal 28 luglio al 5 agosto) ed in questo post voglio raccontarvi la mia avventura nella piccola isola islandese.

Prima di tutto devo raccontarvi l viaggio di andata perchè è proprio da film: dovevamo arrivare all'aeroporto per le 18:45/19 e il gate avrebbe aperto alle 20:10, avevamo pianificato tutto, ma... mentre eravamo fermi sul treno diretto a Milano centrale, il capo treno annuncia che non ci muoveremo fino a nuovo ordine perchè ci sono persone non autorizzate su binari; peccato che non fossero delle persone,ma una persona che si era buttata sotto il treno precedente. Erano già le 18 e non eravamo ancora a Milano, finalmente iniziamo a muoverci e in via eccezionale il treno ad alta velocità si ferma alla stazione precedente di Treviglio; mia mamma nel frattempo aveva già chiamato un taxi, le nostre speranze di prendere l'aereo erano sempre meno,ma volevamo tentare almeno di arrivare all'aeroporto; non so se qualcuno ci stava guardando dall'alto,ma siamo riusciti ad arrivare alle 19:50, siamo subito corse ai controlli e grazie a tutte le persone che ci hanno fatto passare avanti siamo arrivate al gate alle 20:09. La cosa buffa però è che dopo l'aereo è pure partito con mezz'ora di ritardo, ma almeno avevamo ripreso fiato, non mangiavamo da pranzo,ma nessuna di noi 3 aveva fame e quindi quando siamo atterrate siamo andate direttamente al B&B a riposare.
La mattina dopo ci siamo svegliate e dopo aver fatto colazione siamo andate a fare una passeggiata per vedere il centro di Reykjavik e abbiamo aspettato Sole e sua mamma.

Il viaggio fino ad Akureyri è di 5 ore, mentre viaggiavamo ci siamo fermati a vedere diverse cascate e vecchi vulcani spenti. Siamo arrivate giuste per cena e abbiamo mangiato un buonissimo filetto di merluzzo appena pescato con diverse verdure e ho mangiato il "rugbread" un pane nero dolce che sa leggermente di uvetta.
30 luglio:
 siamo andate in giro per la cittadina abbiamo visitato il giardino botanico, che consiglio assolutamente (se la visitate in primavera-estate) ha davvero tantissime specie di fiori e alberi, la maggior parte tipiche dell'Islanda ed Europa del nord, all'iterno c'è anche un bar e diversi spazi dove poter fare un bellissimo pic-nic. Poi abbiamo proseguito verso il centro e abbiamo visitato il duomo della città, la loro religione è il cristianesimo luterano, la chiesa non era molto decorata come le nostre, ma era molto minimalista e faceva davvero una bellissima figura, anche il centro è molto carino, i loro edifici sembrano usciti da un libro delle favole. Nel pomeriggio siamo andati a fare merenda dai nonni paterni di Sole che ci avevano preparato un buffet di waffles con tantissimi toppings; anche se non parlavano inglese siamo riusciti a comunicare comunque e si vedeva che erano felici di conoscerci.
La sera abbiamo cucinato la pizza per tutti loro e anche il tiramisù con l'aiuto della sorellina di Sole (avevamo spedito in precedenza un pacco con gli ingredienti secchi per cucinare le ricette che volevamo)
31 luglio:
iniziamo con le escursioni siamo andati al lago Myvatn, assolutamente incredibile è il risultato di un vecchio vulcano, il colore dell'acqua è così azzuro da sembrare finto. Abbiamo visto la cascata Godafoss e Dittifoss ( la più potente di Europa), poi abbiamo visto i geyser, l'odore non era poi così male, ma dopo un pò che ci cammini intorno inizia ad essere un pò nauseante. Abbiamo visitato anche "Dimmu Borgir" il luogo dove vivono i 13 babbi natale della tradizione islandese, durante il periodo di Natale si può anche andare ad incontrarli, ma in estate non si vedono perchè si nascondono.
Per finire la giornata siamo andate alle terme del lago Myvatn chiamate "Myvatn Nature Bath" l'aqua era caldissima, si stava davvero bene visto il freddo che faceva fuori, l'acqua era proprio piena di zolfo, davvero rilassante.
Abbiamo poi cenato lì con una buonissima zuppa a base di carne e salsa di pomodoro piccante, arrivati a casa abbiamo poi mangiato il tiramisù preparato la sera prima.
Giornata stancante, ma meravigliosa, l'islanda ha davvero tantissimi paesaggi e molto diversificati, ci sono parti verdi rigogliose e altre praticamente desertiche piene di rocce vulcaniche.
1 agosto:
Giornata tranquilla siamo stati in città la mattina poi dopo pranzo siamo andati a vedere la "casa di Natale" una casa che vende decorazioni e dolci di Natale tutto l'anno e che ha il calendario dell'avvento più grande del mondo. Abbiamo comprato un sacchetto di caramelle toffee assortite fatte da loro, una più buona dell'altra.
Verso le 17 invece siamo andati a Hauganes per fare il giro in barca di Whale Watching,  abbiamo visto le balene, nessuno tranne me le aveva mai viste e anche a me rivederle ha davvero emozionato moltissimo, sono animali stupendi; la visita non finiva lì poi siamo andati in un altra parte e ci hanno insegnato a pescare, in quella zonna ci sono molti baccalà. Una volta pescati potevi decidere se tenerlo o ributtarlo in mare, io e Sole ci abbiamo provato,ma con scarsi risultati, il fratello invece ci è riuscito e ha deciso di ributtarlo in mare.
La sera abbiamo ordinato delle pizze e devo dire che l'impasto era davvero ottimo e anche i gusti che hanno scelto erano davvero ottimi alcuni da noi non ci sono come: aragosta e aglio e patatine fritte,manzo e salsa bernese; entrambe erano ottime, ma già dopo 3 fette ero piena, mi sono lasciata un posto per la torta che aveva preparato la mamma di Sole: "coco cake" una torta a base di albume,cocco e cioccolato, era leggerissima,si scioglieva in bocca.
2 agosto:
Oggi siamo andati a Asbyrgi dove si trova un Canyon che secondo una leggenda sarebbe stato creato da un cavallo gigante ad otto zampe, la forma creata è quindi quella del suo zoccolo, la valle ora si è riempita d'acqua creando un lago che fa da casa a diverse specie di uccelli; tutt'intorno la vegetazione è molto rigogliosa e diversificata c'è anche un percorso "botanico" dove ci sono diversi cartelli che illustrano il nome della pianta e le sue prncipali caratteristiche. C'è anche una bellissima postazione per pic-nic dove abbiamo pranzato e giocato tutti insieme; dopo esserci riposati siamo andati a vedere Hljóðaklettar un parco naturale roccioso, ci sono diversi percorsi in base alla difficoltà noi abbiamo scelto quello intermedio, tutti i percorsi sono rocciosi, il parco è noto perchè tutte le torri di roccia che ci sono si dice siano troll e che quindi di giorno siano pietra, ma che di notte si sveglino e si muovano; alla sorellina di Sole è piaciuto moltissimo ed era sempre davanti a tutti perchè voleva andare alla ricerca dei troll. Leggenda a parte il parco lascia senza parole, le rocce sembrano scolpite, sembra impossibile che siano reali.
Tornando indietro siamo passati per Hùsavìk dove si trova il museo delle balene contiene gli scheletri di diverse specie di balene, ha la possibilità di avere le guide catacee i diverse lingue tra cui l'italiano. In Islanda ci sono molte balene e loro le hanno sempre cacciate fin dall'antichità, ma ora le magiano molto di rado e hanno il permesso di cacciare solo quelle piccole; mangiano di più lo squalo (che ho provato il giorno dopo e devo dire che è davvero buono, non si differenzia molto dagli altri pesci).
E di nuovo per concludere la giornata siamo andati ad altre terme, "Geosea", che hanno la vista proprio sull'oceano, peccato che quando ci siamo andati noi ci fosse nebbia, ma è stato davvero bellissimo e rilassante. Se venite in Islanda vi consiglio di andare almeno un giorno in na di queste piscine, non sono economiche,ma ne varrà la pena ( i bambini sotto i 12 anni non pagano e c'è lo sconto per gli studenti).
3 agosto:
Abbiamo fatto una passeggiata nella parte vecchia della città di Akureyri che ha delle case  bellissime che sembrano uscite da un libro, nel pomeriggio abbiamo visitato una vecchia fattoria costruita sotto terra, in superficie si vede solo l'entrata. Ce ne sono diverse sparse per l'isola ormai non sono più usate, sono state tutte trasformate in musei; accanto alla fattoria c'è anche la chiesa,la quale è ancora utilizzata dagli abitanti delle nuove fattorie nei dintorni.
Prima di tornare a casa siamo andati al "Petting zoo" una fattoria dove puoi vedere gli animali più utilizzati nelle fattorie islandesi (cavalli,maiali,capre,pecore,conigli ecc.), ma anche le volpi artiche e galli australiani e accarezzare uno o più dei 20 cuccioli di gatto. Inutile dirvi che sia mia sorella sia quella di Sole non volevano più tornare a casa, ma alla fine a forza hanno ceduto; tornati a casa ci hanno cucinato l'agnello con contorno di patate sia normali sia dolci, verdure varie e due salse di accompagnamento: una col formaggio,pepe e funghi e l'altra era bernese, come sempre cibo delizioso. Per dolce siamo andati a prendere il gelato e poi siamo andate in centro perchè c'era un concerto gratuito perchè il primo lunedì del mese di agosto (quest'anno il 5 ) è festa nazionale. Mi sono divertita moltissimo, peccato che era l'ultima sera che avrei passato lì.
4-5 agosto:
due giorni di viaggio, il 4 con calma siamo tornati a Reikiavik e abiamo dormito a casa della zia di Sole che al momento non c'era e la mattina dopo siamo andate all'aeroporto per tornare in Italia.

Al di là di quello che ho visto, assaggiato e ascoltato il motivo principale della visita era proprio rivedere Sole e conoscere la sua famiglia; sono quasi passati 3 anni da quando l'ha abbiamo ospitata, da quando è entrata nella mia vita lasciando un segno indelebile; è difficile spiegare il legame che si è creato tra lei e la mia famiglia, io la considero davvero una sorella con lei condivido moltissimi interessi e potremmo parlare per ore senza annoiarci.
Se avete la possibilità di ospitare un ragazzo dall'estero, fatelo non ve ne pentirete, sarà un'esperienza bellissima imparerete cose su un'altra cultura e creerete un legame indissolubile nel tempo. Può anche essere che la prima volta non andrà bene,ma non scoraggiatevi se con un ragazzo/a non è andata come speravate questo non significa che sarà di nuovo così.
La decisione di ospitare Sole è stata una delle migliori che la mia famiglia abbia mai preso, lo rifarei mille volte.

Detto questo vi lascio come sempre dei video con le foto fatte in questa settimana:











Spero che i video vi siano piaciuti,
vi mando un grosso bacio e al prossimo post!

-Elena

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lunedì 22 luglio 2019

Cuciniamo insieme: Alfajor de Maizena

Ciao a tutti! Eccomi qui con un'altra ricetta tipica Argentina; gli alfajor de maizena un tipico dolcetto a base di farina di mais e dulce de leche. Si fanno normalmente  il giorno dell'indipendenza ( il 9 luglio), ma li potrete trovare in qualunque panificio o bar di tutto il paese, quelli di maizena sono tipici del centro e del nord, al sud sono più comuni i cosi detti Alfajor marplatenses che sono sempre molto simili,ma sono al cioccolato, dulce de leche e sono ricoperti di cioccolato ( sono anche i miei preferiti, quando proverò a farli vi metterò la ricetta)
Veniamo subito alla ricetta:

Ingredienti per circa 22 alfajores:

  • 150 g di Maizena (farina di mais)
  • 150 g di farina 00
  • 75 g di zucchero bianco
  • 125 g di burro ammorbidito a temperatura ambiente
  • 1 cucchiaino di bicarbonato
  • 1 scorza di limone
  • 1 uovo
  • 1 tuorlo
  • essenza di vaniglia
Per il ripieno:

  • dulce de leche o in alternativa marmellata 
  •  farina di cocco
Procedimento:
In una ciotola mettete lo zucchero ed il burro ammorbidito e sbattete con le fruste e aggiungete l'uovo ed il tuorlo e mescolate; quando sarà tutto amalgamato aggiungete la farina, la maizena,il bicarbonato, la scorza di limone e qualche goccia di essenza di vaniglia e continuate a mescolare fino a che non otterrete un impasto omogeneo, formate  una pallina e lasciatela riposare in frigo per circa mezz'ora.

Passato il tempo prendete un mattarello ed iniziate a stendere l'impasto fino a circa 0.5 cm di spessore, prendete una formina per biscotti circolare (io ne ho usato uno da  4 cm di diametro) e iniziate a tagliare i piccoli biscotti e a posizionarli su una teglia rivestita di carta da forno. Metteteli in forno a 180°C per circa 10 minuti ( 160°C per 5 minuti a forno ventilato).

Sfornateli e fateli raffreddare, prendete due biscotti ed il dulce de leche o la marmellata, spalmatelo su un biscotto e posizionatene l' altro sopra poi prendete la farina di cocco e spargetela lungo il lato dell'alfajor, si appiccicherà all'istante.
Continuate così con tutti i biscotti, se volete potete anche preparare una ganache di cioccolato e ricoprirli.

Vedete? semplici, veloci, un dolcetto perfetto per una festa o un pomeriggio con amici; sono perfetti da accompagnare con il the,  il latte o il mate.

Ecco alcuni degli alfajores che ho fatto a casa

Nel mio secondo account Instagram (trovate il nome alla fine del post) potrete vedere anche dei video e altre foto mentre cucino.


Volete preparare il dulce de leche a casa? Ecco qui la ricetta:

Ingredienti per circa 500 g di prodotto:
1 litro di latte
300 g di zucchero bianco
1/2 bacca di vaniglia o 4 gocce di essenza di vaniglia
1/2 cucchiaio di bicarbonato

Procedimento:
incidete nel senso della lunghezza la bacca di vaniglia per estrarre i semi. Versate il latte in una pentola alta e anti-aderente o con un fondo molto spesso, unite lo zucchero, scaldate a fuoco debole mescolando con un cucchiaio di legno ogni circa tre minuti (se il latte dovesse andare in ebollizione alzate la pentola dal fuoco e aspettate finché non si sia nuovamente riabbassato) unite i semi della bacca di vaniglia o l'essenza di vaniglia ed il bicarbonato, continuate a cuocere a fuoco debole e a mescolare ogni tanto, piano a piano inizierà a scurirsi quando arriverà ad avere un colore marrone tendente al caramello allora è pronto, versatelo in una ciotola e lasciatelo raffreddare in frigo, dopo già mezz'ora è pronto per essere mangiato potete usarlo per riempire gli Alfajores o sul pane oppure se lo riscaldate in microonde potrete usarlo come topping sul gelato o con la frutta.


E siamo giunti alla fine di un altro post, spero che la ricetta vi sia piaciuta e come sempre se le rifarete fatemelo sapere attraverso i social network.

Al prossimo post,
un bacio,

Elena





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venerdì 28 giugno 2019

Essere diversi

Articolo 19 della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani:
"Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, compreso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee,attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere"

Ho pensato molto se  scrivere o no questo post, ma sento la necessità di mettere per iscritto ciò che penso, scrivendo pubblicamente su questo tema forse inizierà a cambiare qualcosa e spero davvero che sia così.

Negli ultimi quattro  anni, nel mondo, si è ritornati ad avere una mentalità davvero bigotta, impregnata di razzismo, xenofobia e omofobia. A scuola mi hanno sempre insegnato che si studia storia perché non si ripetano gli stessi errori del passato, ma più la storia va avanti più mi sembra che  sia un ciclo più che una linea dritta che va verso il progresso.
Nel XXI secolo siamo riusciti a raggiungere ( per la maggior parte degli stati) un livello di Welfare molto alto, siamo riusciti a sconfiggere molte malattie mortali ,grazie alla ricerca che ha trovato i vaccini, abbiamo legalizzato l'aborto per quelle donne che per qualsiasi motivo non si sentono pronte ad una responsabilità così grande, abbiamo legalizzato i matrimoni per le persone omossessuali e abbiamo sconfitto le differenze di razza e religione. Sembra un sogno vero? Ed infatti lo era, come ho scritto prima, negli ultimi anni le cose sono cambiate e molto rapidamente oserei dire. So bene che anche prima  le cose non fossero rose e fiori, ma vedevo una sorta di clima progressista e mentalità aperta che mi faceva sperare.
Vedere, leggere e sentire nei notiziari che le persone di potere, le quali dovrebbero dare il buon esempio, sono, invece, le prime a puntare il dito contro le persone che definiscono "diverse" mi rende ogni giorno più preoccupata pensando al mondo in cui dovrò crescere i miei futuri figli. Essere "diversi" è il periodo peggiore ora in tutto il mondo, le persone che hanno una mentalità chiusa, prima venivano messe in un angolo, ora hanno ripreso la voce e mettono nella testa della gente pensieri non veri ed infondati.

In questo post voglio raccontare due storie vere che molta gente magari non conosce entrambe riguardati il tema della diversità; la prima è di come è nato il famoso "Pride" definito da molti come "carnevalata" ed inutile, mentre la seconda riguarda un caso del 1989 chiamato "Central park Jogger" svoltosi a New York dove cinque ragazzi di colore finiro in carcere per un crimine che non avevano commesso.

Come è nato il Pride? 
Negli anni '60 negli Stati Uniti era molto comune che la polizia facesse delle retate nel locali che sapevano fossero frequentati da persone della comunità LGBTQ (lesbiche,gay,bissessuali,transessuali e queer) e li picchiavano o arrestavano. Una di queste notti, esattamente il 28 giugno 1969 (oggi esattamente cinquantanni fa) un gruppo di poliziotti entrò nel locale Stonewall di NewYork, ma quella volta le persone all'interno del bar non stettero in silenzio a subire, risposero alla violenza con altrettanta, la prima a lanciare  la prima pietra fu Sylvia Rivera, una donna transessuale. Quello fu il primo moto che innescò una reazione a catena; i giorni a seguire per le strade di New York la comunità sfilò per le strade chiedendo uguali diritti. Dall'anno dopo in poi in onore dei moti di Stonewall anche in diverse città degli U.S.A. vennero organizzate queste marce dove si  mostrare alle persone che loro sono orgogliosi di far parte della comunità e che non si nasconderanno più.
Questa storia non è molto conosciuta, io stessa l'ha conosco da poco pur essendo sempre stata una supporter della comunità LGBTQ e voglio assolutamente che loro abbiano gli stessi diritti che ho io, perché se un giorno mio figlio dovesse venire da me e mi dicesse di essere gay/bisessuale o di voler cambiare sesso io voglio che lui abbia la possibilità di avere le stesse oppurtinità di vita che ho.
Già prima di venire a conoscenza di questa storia, avevo già partecipato ad un pride e gli ho sempre considerati una manifestazione incredibile e legittima; dopo aver saputo la sua storia ho ancora più stima della comunità. Tanti conoscenti e non, mi hanno chiesto come mai io vada ai Pride anche non facendo parte della comunità, ma ritengo che non bisogna farne parte per sostenerla,anzi è mille volte più bello vedere persone al di fuori di questo gruppo che vengono comunque a marciare per chiedere uguali diritti per altre persone. Se non avete mai partecipato vi consiglio davvero di farne uno, è divertentissimo ed è incredibile come un ideale comune unisca le persone, vedrete che alla fine loro non sono così "diversi"  o "malati" come vogliono farci credere.
questa è Sylvia Rivera

 Central Park jogger case:
Il caso è davvero molto lungo, alla fine del post vi mettero dei nomi di documentari dove potrete andare a vedere nei dettagli la storia, quindi ne farò un breve riassunto, solo per far capire la gravità.
Questo caso riguarda l'aggressione e stupro di Trisha Meili, una giovane donna che stava praticando jogging, avventuto a New York a Central Park il 19 aprile 1989 (trentanni fa). L'aggressione provocò alla donna un coma di 12 giorni e perse la capacità di camminare. In seguito ai fatti vennero individuati quattro ragazzi quattordicenni, che erano solo stati visti nel parco quel giorno; il quinto ragazzino arrestato non era presente nel parco, ma venne arrestato comunque perchè aveva accompagnato alla stazione di polizia uno dei quattro. Dopo essere stati interrogati, senza un avvocato e senza i loro genitori, per sette ore di seguito i ragazzi furono indotti a confessare lo stupro. Non c'erano prove, solo la loro confessione indotta: finirono tutti e cinque a processo con l'accusa di diversi crimini tra cui  stupro e tentato omicidio; vennero giudicati colpevoli e furono condannati tra i 6 e i 15 anni di carcere. I cinque ragazzi hanno tutti scontato condanne tra i 6 e i 13 anni, mentre uno di loro, che non era minorenne nel '89, ha scontato la condanna più dura ed è rimasto in carcere più di 13 anni, subendo violenze e maltrattamenti.
Nel 2002 un giovane ispanico confessò di aver stuprato lui quella ragazza e quindi i cinque ragazzi vennero rilasciati, nel 2003 intentarono una causa contro lo stato per chiedere un risarcimento, ma gli venne rifiutato, l'accusa continuava a sostenere che fossero loro i veri colpevoli. Solo nel 2014 ricevettero un risarcimento dallo stato di circa 41 milioni di dollari, ma ormai la loro vita è rovinata, hanno perso tutti gli anni della loro adolescenza e primi anni di maturità, Coi soldi del risarcimento hanno deciso di girare gli Stati Uniti e raccontare la loro storia, nelle scuole. Nel 2012 il regista  Ken Burns decide di fare un documentario su di loro dove misero a nudo, con l'utilizzo anche di filmati originali, tutto ciò che era stato nascosto alla popolazione durante tutti quegli anni come ad esempio le minacce e le violenze che i poliziotti avevano inferto a questi ragazzi per fargli confessare. Non hanno mai avuto nessuna prova, la vittima era così sotto shock che non riusciva a ricordare chi fosse il suo aggressore, l'accusa si basava solo sul fatto che questi erano cinque ragazzini afroamericani ed ispanici e si trovavano sulla scena del crimine. Mentre in realtà erano solo dei ragazzini che si sono trovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

Anche questa storia l'ho saputa poche settimane fa e mi ha colpito moltissimo, ho visto sia il documentario sia la breve serie Tv su Netflix e mi ha fatto piangere, pensare a tutti quegli anni che hanno perso dietro le sbarre e la cosa peggiore è che so che se fossero stati bianchi questo non sarebbe mai successo.

Questi sono i cinque ragazzi


Entrambe le storie sono "vecchie", ma le ho volute portare qui oggi perchè pur essendo passati molti anni vedo che le cose non sono cambiate, esiste ancora gente che  crede ancora nelle differenze di razza e religione e che pensa che solo perchè è bianco e cristiano allora sia automaticamente superiore agli altri; e altri ancora che pensavo che essere omosessuale o transessuale sia una malattia da curare e sterminare.

Prima di concludere voglio farvi una lista di film e serie tv che potete vedere per conoscere meglio la comunità LGBTQ e il caso dei cinque ragazzi:
  • "Central Park  Five" film-documentario del 2012 presentato al  festival di Cannes
  • "When they see us"  mini serie documentario prodotto da Netflix nel 2019
  • "Pose" serie tv prodotta da Ryan Murphy dove si parla della New York anni '80 e in particolare della vita nella comunità gay e transessuale con particolare attenzione per l'epidemia di AIDS di quegli anni
  • "The Danish Girl" film/documentario che parla della storia vera della prima donna a compiere il cambio di sesso
  • "The death and life of  Marsha p. Johnson" documentario sui primi moti per chiedere pari diritti e sulla morte sospetta di un'altra icona attivista LGBTQ dopo Sylvia che è Marsha p. Johnson.
Se guarderete una di queste proposte fatemi sapere se vi sono piaciute, fatemi sapere se conoscevate queste storie e cosa ne pensate di quello che sta accadendo nell'ultimo periodo.

E mentre tutti gridano che il diverso è sbagliato e che è da nascondere io grido a gran voce che  essere diversi è la parte bella della vita ed è quella parte che dovremmo far vedere e di cui essere più orgogliosi. Spero che le nuove generazioni, la mia compresa, capiscano questo concetto e che in un futuro non molto lontano la gente costruisca ponti non muri tra le diverse nazioni.
E con questo augurio vi saluto,
al prossimo post,

Elena



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