Lettori

venerdì 28 dicembre 2018

Cuciniamo assieme: Pastel de Papa

Ciao a tutti! Scusate la mia assenza, ma la scuola,la danza, il volontariato e la mia vita privata in generale mi hanno tenuto davvero occupata e non sono riuscita a trovare il tempo di scrivere. Avevo anche perso la voglia, ma ora che sono in vacanza mi sembra giusto continuare a tener vivo questo blog.
Non sono stati mesi facili quelli alle mie spalle, ma ora voglio solo svagarmi un pò e quindi oggi vi porto in cucina con me dove vi spiegherò passo passo come si fa il famoso "Pastel de papas" argentino, la ricetta è di mia nonna ospitante che ringrazio. Venerdì ho cucinato per tutta la mia famiglia e ne abbiamo approfittato per fare un pranzo tutti assieme.

Basta dilungarsi, iniziamo:

Ingredienti per 9 persone:

Per il ripieno:
1 kg di macinato misto
1 peperone rosso
4 cipolle bianche
3 cipollotti
sale quanto basta
pepe e paprika a piacimento
Per la copertura:
1 kg di patate gialle
un pizzico di noce moscata
30 g di burro
200 ml di latte
1 tuorlo d'uovo
sale
Procedimento, Iniziamo con il ripieno:
Il ripieno va fatto il giorno prima, la carne così, durante la notte, assorbirà tutto il sugo delle cipolle diventando ancora più buona.

Iniziamo:  tagliate il peperone e le cipolle a pezzettini non tanto grandi, più piccoli sono meglio è, dopo di che metteteli in una pentola antiaderente con un filo d'olio e lasciate rosolare, quando vedrete che le cipolle diventano dorate mettete il macinato e iniziate a mescolare.
Salate e pepate, aggiungete la paprika e se vi piace il piccante potete mettere pò di peperoncino o del tabasco. Mescolate in modo tale che tutta la carne riceva le spezie e lasciatela cucinare; nel frattempo tagliate i cipollotti e aggiungeteli al ripieno mescolando bene e continuate cucinare.
Tagliate ora finemente alcune foglie dei cipollotti  e aggiungetele alla padella solo quando la carne sarà quasi cotta del tutto.
Non preoccupatevi se la carne non risulta completamente cotta perchè successivamente verrà messa in forno e completerà la cottura.



Ora passiamo alla copertura:
Trattandosi di un semplice purè è meglio prepararla al momento.
Iniziate lessando le patate e, una volta che sono ben cotte, pelatele e schiacciatele con una forchetta o meglio ancora con uno schiaccia patate; aggiungete una bella "grattata" di noce moscata e salate. Mettete tutto in una pentola, a fuoco moderato, aggiungete il latte caldo un pò alla volta continuando a mescolare fino a che non avrete raggiunto una consistenza cremosa e compatta; abbassate il fuoco, aggiungete il burro e continuate a mescolare facendo attenzione a che non si siano formati dei grumi.

Assembliamo il pastel de papa!
Ora che sia il ripieno che la copertura sono pronti potrete assemblare il "Pastel de papa".
Pre riscaldate il forno a 200°C,
Prendete una pirofila alta almeno 8 cm, imburratela e poi stendete circa la metà del purè a creare un fondo ben compatto schiacciandolo bene. Versateci sopra tutto il ripieno avendo cura di stenderlo su tutta la lunghezza della pirofila, in modo omogeneo; a piacere potrete aggiungere delle olive tagliate a pezzettini e/o un uovo sodo a pezzetti.
Ricoprite ora il tutto con il purè rimastolivellandolo e schiacciandolo molto bene in modo che si compatti ( così quando taglieremo il pastel non si romperà). Con una forchetta disegnate delle ondine decorative sulla superficie e spennellate il tutto con un tuorlo d'uovo e se volete che sulla superficie si formi una crosticina ancora più croccante e saporita potete aggiungere una spolverata di Parmigiano grattuggiato.
Infornate per circa 25 minuti a forno ventilato fino a che la superficie non raggiunga il classico colore della doratura.
Lasciate raffreddare leggermente e servite.



Buon Appetito!




Vi consiglio di fare questa ricetta per pranzo dal momento che è abbastanza pesante, ma ovviamente sta a voi la scelta.
Spero che questa ricetta vi sia piaciuta e se vi piace questo tipo di post potrei farne altri, fortunatamente ho imparato diverse ricette durante gli 11 mesi.

Al prossimo post,
Un bacio,
Elena












--------Seguimi sui miei social:
Snapchat: @elenabozzolla
Instagram principale: @elenabozzolla
Instagram secondario ( dove metto foto di viaggi e cibo): @helenastrips
Google+: Elena Bozzolla

domenica 30 settembre 2018

Rispondo alle vostre domande pt.2

Ciao a tutti, oggi rispondo di nuovo ad alcune domande che mi sono state fatte di persona o attraverso le reti sociali.




1.Come fare la valigia pre-partenza?


Questa è una delle domande più frequenti e che anche io mi sono posta davvero molto. La prima cosa da tenere in conto è, ovviamente, la vostra destinazione; io vi parlerò della mia esperienza : quando ho saputo che sarei andata a Buenos Aires ho iniziato a fare delle ricerche riguardo al clima e alla temperatura; scoprì che la città ha un clima abbastanza temperato, anche in inverno non raggiunge mai gli zero gradi. Io essendo abituata al freddo non pensai di portarmi nessun vestito invernale, solo primaverili/autunnali ed estivi.

Vi ammetto che mi pento di questa mia decisione perchè una volta arrivata ho scoperto che il riscaldamento nelle case è praticamente inesistente quindi la temperatura esterna è uguale a quella all'interno della casa, ho sofferto abbastanza il freddo.
Vi consiglio anche di chiedere alla vostra futura famiglia ospitante se comprare vestiti è caro o economico, in Argentina comprare vestiti è assolutamente off-limits, soprattutto in capitale; pur avendo l'euro gli indumenti avevano dei prezzi assurdi. Sapendolo prima sono riuscita a portarmi i vestiti a me necessari per l'intero anno ( sono tornata con la valigia praticamente vuota dal momento che molti vestiti erano rovinati e ho dovuto buttarli o donarli in beneficenza).
In ogni caso portatevi lo stretto indispensabile e se potete non portatevi tutti i vestiti più belli che avete o ai quali siete più affezionati così che al ritorno sarà più facile lasciare lì i vestiti per far spazio a cose o cibi del vostro paese ospitante. 



2. Qual è stata la sfida più dura che hai dovuto attraversare durante il tuo soggiorno all'estero?
Ce ne sono state diverse e di alcune non me la sento di raccontarle, ma ce n'è una che ho trovato davvero difficile da affrontare: adattarmi a fare le cose da sola; detta così potrebbe sembrare una cavolata, ma per me prima di partire era inimagginabile andare al cinema,  in centro a fare shopping, andare a mangiare fuori ( anche in un fast food) o andare in un museo da sola, senza nessuno che mi accompagnasse.
Non perchè avessi paura, ma perchè pensavo a ciò che le persone avrebbero pensato se mi avessero vista da sola; giunta a Buenos Aires ho dovuto iniziare ad andare da sola, soprattutto per musei perché a nessuno dei miei amici interessava l'arte. I primi mesi a causa di questo mio "blocco" ho perso diverse opportunità su eventi o mostre particolari solo perchè mi sentivo male al pensiero che la gente mi avrebbe visto lì da sola.
Solo a febbraio sono riuscita a superarlo, quando sono andata da sola ad un concerto gratuito dove si esibivano anche Luis Fonsi e Martina Stoessel, ero da sola, ma mi sono davvero divertita molto ed ho potuto ascoltare grandissimi cantanti argentini e non.
Quello che mi sento di dirvi per quanto riguarda le sfide/ difficoltà che potreste incontrare è: anche se vi sembrano impossibili da superare (io ne ho avuta una verso maggio che mi ha fatto pensare seriamente di tornare prima, è una di quelle che non mi sento di raccontare pubblicamente) dovete cercare prima di tutto la forza in voi stessi per andare avanti e secondo ricordatevi che non siete soli c'è la vostra tutor, la vostra famiglia ospitante, i vostri amici e tutti i volontari dell'organizzazione in generale. Se però le avete provate tutte e continuate a stare male allora, solo a quel punto, prendete seriamente in considerazione il  ritorno a casa; la vostra salute fisica e mentale viene prima di tutto e sicuramente i vostri genitori lo capiranno.



3. Qual è il cibo più strano che hai mangiato?
I cibi più strani che ho mangiato sono 2 ed entrambi sono tagli di carne che da noi non si trovano o meglio dire non si mangiano proprio; il primo è quello che normalmente fa più impressione quando lo dico ed è la vescica della mucca alla griglia. E' un taglio molto pregiato, infatti è molto caro e viene comprato per occasioni speciali; quando l'ho mangiata non mi avevano detto cosa era, solo dopo aver detto che mi piaceva mi hanno detto che parte della mucca fosse; è davvero buonissima e mi spiace che qui non ci sia.
Il secondo cibo strano si chiama "Morsilla" ed è una salsiccia di sangue di pecora e mucca, la mangiano sia cruda sia alla griglia; io l'ho provata in entrambi i modi e nessuno dei due mi piace, era come avere un sacchetto di sangue in bocca, davvero fortissimo.
Questi sono quelli che reputo più strani, ma in realtà ce ne sono molti altri basti pensare al fatto che loro mangiano tutte e dico tutte le parti della mucca e maiale ed io le ho provate praticamente tutte; alcune sono migliori di altre, se andate in Argentina vi consiglio di provarle, d'altro canto fa parte della loro cultura e bisogna accettarlo.

4.Hai fatto dei regali alla tua famiglia ospitante quando sei arrivata? Se si, cosa gli hai comprato?


Si, ai miei genitori ospitanti ho portato una caffettiera da 3 tazzine con i colori della bandiera italiana e un calendario 2018 con le foto di tutte le montagne del bellunese, poi a mia sorella ho portato un portamonete fatto a mano in feltro con i disegni tipici del Cadore, a mio fratello ho preso una felpa della Benetton e poi ho portato due cartoline con foto della mia città con dietro un messaggio dei miei genitori italiani per la mia futura famiglia argentina.

Ho cercato di portare tutte cose tipiche italiane o tipiche della zona dove vivo ( Belluno, in Veneto),  portare oggetti proprio tipici del vostro paese credo sia la scelta migliore e anche la più aprezzata, non siete neanche obbligati a fare un regalo per ogni componente, anche solo uno unico sarà sicuramente molto apprezzato.


Questo è tutto per oggi,
Spero le domande vi siano piaciute e spero di aver risposto in maniera abbastanza esaustiva.
Vi mando un grosso bacio,
Al prossimo post,
Ele

martedì 11 settembre 2018

Narritorno

Ciao a tutti! Il titolo del post di oggi è un pò strano, ma ora tutto vi sarà spiegato. 
Il Narritorno è il nome dell'ultimo incontro che Intercultura propone solo ai ragazzi che sono appena tornati da un'esperienza annuale. E' un fine settimana facoltativo e si svolge lo stesso giorno in tutta Italia.
Io l'ho fatto l'otto e nove settembre a Candriai, un paesino in provincia di Trento, normalmente i ragazzi del triveneto vengono radunati tutti in uno stesso posto, ma quest'anno dal momento che eravamo circa 140 ragazzi ci hanno diviso tra Candriai e Lignano; il sabato io con altre mie due amiche di Belluno ci siamo fatte 5 ore di viaggio, davvero molto lunghe, ma n'è valsa la pena; la domenica fortunatamente i miei genitori sono venuti a prenderci. 
Nel post non vi voglio raccontare quali erano le attività che abbiamo fatto, perchè non voglio rovinare la sorpresa ai futuri "returnee", voglio solo raccontarvi le emozioni ed i pensieri che questo fine settimana mi ha suscitato.

Tutti mi dicevano che il Narritorno è l'incontro più bello fra tutti quelli che si fanno e, se devo essere sincera, non ci credevo più di tanto, ma ho dovuto ricredermi; ho provato davvero emozioni molto forti, abbiamo fatto un tuffo nel mare dei ricordi è stato bellissimo condividere con gli altri ragazzi le esperienze belle,brutte, i periodi più difficili, le cavolate che abbiamo fatto durante il nostro soggiorno. I volonatari non ci hanno solo fatto parlare della nostra esperienza, ma ci hanno aiutato a riflettere sia sull'anno che ci aspetta adesso e di come affrontare al meglio il reinserimento nella nostra vita prima di partire.
E' stato davvero bello vedere come le mie preoccupazioni non fossero solo mie, ma che altri 59 ragazzi le condividessero con me, le difficoltà con gli amici, la solitudine, la nostalgia, la gente che non riesce a capirti, erano tutte cose che pensavo stessero capitando solo a me, mentre ho scoperto che non è così, anzi dopo un esperienza del genere è più che normale provare queste emozioni. E' quasi stata una terapia di gruppo, alcuni hanno pianto, altri hanno riso, altri ancora rimanevano in silenzio ad ascoltare gli altri. Mi sentivo sicura di poter condividere storie che nessuno sa, a loro perchè sapevo che loro mi avrebbero capita, ed è stato incredibile notare come alcune cose fossero uguali in tutto il mondo è lì che si capisce che alla fine non esiste la diversità, perchè sotto sotto siamo tutti uguali; il senso di Intercultura è quello di creare ponti tra i diversi paesi del mondo puntando alla Pace nel Mondo, obbiettivo che sembra a tutti impossibile, ma io non ne sono convinta, certo ci vorranno molti anni anzi decenni, ma gli incontri, gli scambi che l'organizzazione AFS propone sono perfetti per raggiungere questo traguardo. Ogni anno vengono aggiunti paesi diversi: ad esempio per quelli che sono partiti per l'anno 2018/19 c'erano come possibili scelte anche l'Egitto, la Tunisia e la Nuova Zelanda. E dall'anno scorso è nato il AFS Ghana, è ancora sperimentale e quindi è Intercultura che lo propone ad alcuni ragazzi che non sono stati selezionati per nessun paese; l'anno scorso c'erano 3 ragazze italiane che hanno fatto 10 mesi in Ghana e si sono divertite tantissimo.
AFS è una delle poche organizzazione che ha così tanti paesi tra cui scegliere e sono orgogliosa di farne parte sia come da returnee sia come da volontaria ( sono una volontaria ufficiale dal 1 settembre) continuerò a promuovere quest'organizzazione.

Concludendo vi voglio dire di andare assolutamente al Narritorno vi divertirete e capirete meglio come reinserivi nella vostra vecchia vita, anche se ovviamente non sarà mai più la stessa.

"Noi siamo Intercultura" Narritorno Candriai 08-09.09 2018


Un grosso bacio,
al prossimo post,
Elena